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Interferenze del jammer carcerario con le reti di comunicazione dell’area nord di Napoli? L’ipotesi è avanzata da Nicola Nardella, presidente della Municipalità 8, comprendente i territori di Piscinola, Marianella, Chiaiano e Scampia. “Molti cittadini mi segnalano problemi di connessione” scrive Nardella sui social. L’inizio delle criticità daterebbe appunto al 24 settembre. Nel pomeriggio di quel giorno, nel carcere di Secondigliano è stata  avviata l’attività dell’inibitore di telefoni cellulari. Si tratta del primo caso in Italia, cui dovrebbe seguire l’estensione del progetto a livello nazionale. Una svolta attesa da anni, per impedire le telefonate illecite dei detenuti, specie quelli legati alla criminalità organizzata. Ma la novità sarebbe coincisa con i problemi alle reti wireless della zona. Forse un caso. La contestualità delle circostanza richiede però approfondimenti.

“Ho chiesto un incontro alla Direzione del Carcere di Secondigliano – spiega Nardella – per acquisire informazioni sull’effetto dei sistemi di controllo cd. Jammer“. Il presidente municipale aggiunge che “le esigenze di controllo del carcere sono fondamentali ma spero di poter dare presto informazioni sulla connettività alla rete”. Al momento di pubblicare, Nardella è in attesa di una risposta dall’amministrazione penitenziaria.

“Serve chiarezza e una soluzione immediata” afferma Salvatore Musella, presidente della Commissione Sport, Scuola, Politiche Sociali, Politiche Giovanili della Municipalità 8. Anche lui ha inviato una segnalazione alla direzione dell’istituto di pena. “In questi giorni – racconta il consigliere in un post – tantissimi residenti mi stanno segnalando gravi problemi di connessione telefonica e internet nelle zone vicine al carcere”. Per ovvie ragioni, “la situazione sta creando disagi enormi – sottolinea Musella -: difficoltà a comunicare, impossibilità di usare servizi online e, cosa ancora più grave, problemi per chi utilizza apparecchi elettromedicali che hanno bisogno di una connessione stabile per funzionare”. Sugli scopi del jammer, il consigliere ribadisce che “la sicurezza è fondamentale, nessuno lo mette in discussione“. Tuttavia “non può diventare un danno per i cittadini che vivono e lavorano nel quartiere”. Oltre a risposte ufficiali, le richieste della Municipalità 8 riguardano l’effettiva estensione del disturbo, nonché eventuali soluzioni tecniche per garantire entrambe le esigenze.