Tempo di lettura: 4 minuti

Chi ha fornito materialmente il ghiaccio secco che ha poi congelato il cuore destinato al piccolo Domenico e chi era presente nel blocco operatorio quella mattina del 23 dicembre 2025. É la richiesta che il Nas di Trento ha inoltrato, secondo quanto scrive il quotidiano ‘Alto Adige’, alla direzione medica dell’Azienza sanitaria dell’Alto Adige.
Nella comunicazione inviata i carabinieri chiedono di individuare “gli addetti all’Officina ospedaliera, con particolare riguardo a coloro che erano preposti alla fornitura del ghiaccio” e gli “operatori sanitari in servizio presso il blocco operatorio, a disposizione del coordinatore”. “Qualora da un approfondimento interno già aveste potuto verificare chi tra questi sia stato coinvolto nella fornitura del ghiaccio alla sala operatoria interessata all’espianto degli organi del donatore – è scritto ancora nella richiesta del Nas – si prega di voler trasmettere le risultanze”.

Giovedì incarico a ingegneri per accertamenti su cellulari sanitari indagati
Attesa per decisione gip su autopsia per il piccolo Domenico
Giovedì prossimo 26 febbraio, alle 9,30 sarà conferito dalla Procura l’incarico ai due ingegneri che si occuperanno di fare gli accertamenti tecnici sui cellulari sequestrati ai 7 sanitari indagati per la morte del piccolo Domenico. A tutti e 7 viene contestato dagli inquirenti, il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, e il procuratore aggiunto, Antonio Ricci, il reato di omicidio colposo in concorso. Attesa intanto per la decisione del gip in relazione all’incidente probatorio – autopsia – sul corpicino del piccolo che sarà effettuata da un collegio di esperti delegati dal giudice.

Consiglio comunale Napoli osserva un minuto di silenzio per Domenico
Presidente Amato, vicenda dura che colpisce nostra comunità
Il Consiglio comunale di Napoli in apertura dei lavori ha osservato un minuto di silenzio per il piccolo Domenico, il bimbo di 2 anni e 4 mesi, deceduto all’ospedale Monaldi sabato scorso. “E’ una vicenda molto dura e triste che colpisce la nostra comunità e l’intero sistema sanitario nazionale”. ha detto la presidente dell’assemblea cittadina, Enza Amato.

Nel dettaglio dei rilievi mossi, al team chirurgico proveniente da Napoli si contesta quanto segue: in relazione alla procedura chirurgica seguita un drenaggio insufficiente durante la fase di perfusione, con conseguente massiva congestione di fegato e cuore, che ha richiesto un intervento correttivo emergente da parte del team di Innsbruck, che era l’altro team chirurgico coinvolto nell’espianto degli organi del donatore (oltre al cuore anche reni e fegato). Quanto alla dotazione tecnica incompleta il riferimento è a sacche e contenitori che sono stati forniti dal team di Innsbruck e dalla sala operatoria di Bolzano e alla quantità insufficiente di ghiaccio. Infine una gestione incerta dell’anticoagulazione (eparina). Non solo. Nel documento del Dipartimento Salute della Provincia di Bolzano si contesta la circostanza che il feedback di follow up del centro di Napoli non sarebbe pervenuto tempestivamente. In particolare si legge che “attraverso il Cnt (Centro Nazionale Trapianti) in un primo momento l’esito del trapianto di cuore non era chiaro; in seguito è stato comunicato che il cuore sarebbe stato trapiantato e successivamente espiantato per disfunzione primaria dell’organo”.    

Nelle conclusioni del documento una precisazione che vuole delimitare il ruolo svolto dall’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige. “L’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige – si legge – non dispone di centro per trapianti autonomo ma svolge da molti anni con grande soddisfazione una attività di identificazione di potenziali donatori supportando nell’ambito del suo ruolo e responsabilità i team d’espianto dei centri trapianto. Di conseguenza non dispone di proprie procedure specifiche tecniche per il prelievo, conservazione e trasporto d’organi. Tali attività sono svolte in autonomia dai team chirurgici di prelievo di Eurotransplant e del Cnt, che operano seguendo gli standard internazionali previsti in ambito trapiantologico ed i rispettivi standard all’interno delle strutture ospedaliere altoatesine, in particolare presso l’ospedale provinciale di Bolzano”.