Tempo di lettura: 2 minuti

Una “decisione gravissima adottata da Anm”, secondo l’Usb Lavoro Privato: “Rimuovere le cassette di primo soccorso dai treni Caf della Linea 1″. È scontro tra il sindacato di base e l’azienda di trasporto pubblico. Secondo l’Usb, all’Anm poco sembrerebbe interessare “che tale scelta indebolisce concretamente la sicurezza a bordo dei convogli”. E inoltre, non verrebbe considerato “che, la maggior parte delle volte – afferma una nota -, nella linea il macchinista si ritrova a lavorare da solo ed è l’unico formato per intervenire in caso di emergenza a fronte di centinaia di passeggeri trasportati”. A detta del sindacato, eliminare il kit di primo soccorso “significa impedire qualsiasi intervento immediato in caso di malore, trauma o incidente, scaricando tutto sui soccorsi esterni e accettando consapevolmente il rischio di ritardi proprio nei momenti decisivi”. Peraltro, “anche nelle stazioni il personale è ridotto all’osso, spesso ad agente unico, con il concreto rischio di ritardi nei primi interventi e nelle comunicazioni”.

Fonti dell’Anm precisano ad Anteprima24: “La cassetta è stata tolta perché sul treno il macchinista deve pensare a guidare e a raggiungere la stazione più vicina, dove c’è la cassetta di pronto soccorso e possono arrivare i soccorsi”. E dunque, la strumentazione di soccorso “non è prevista dai regolamenti per queste motivazioni”. Tutt’altro pensa l’Usb, che lamenta inoltre la mancata consultazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, “ignorando le normative vigenti”.

Il sindacato ha presentato una segnalazione urgente con valore di esposto ad Asl Napoli e Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie. Il documento è stato trasmesso per conoscenza anche alla Procura di Napoli. L’obiettivo: accertare “eventuali responsabilità” e verificare le condizioni reali di sicurezza del servizio. La richiesta all’Anm è di immediata sospensione del provvedimento, aprendo un confronto.