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L’estate dura nel trasporto pubblico dell’Area nord di Napoli, atto secondo: qualcuno ricorda? Riavvolgiamo il nastro. Come l’anno scorso, chiude la tratta Piscinola-Colli Aminei. Dal 22 giugno al 14 settembre, in periferia nord niente metrò. Il motivo è uguale a 12 mesi fa: la sostituzione dei binari, giunti al limite. Lo stop è inevitabile, necessario, secondo chi decide. Ma all’utenza interessa un’altra sostituzione: quella del servizio su gomma, al posto della linea 1. Le famose navette, insomma. E qui si assiste ad una contrapposizione. Perché stando al Comitato metropolitano Tpl Napoli Nord, la condizione sarebbe alquanto problematica. Ma l’Anm la vede in modo opposto.

LE PROTESTE DEL COMITATO

La situazione dei trasporti nell’area nord di Napoli – spiegano dal comitato – è ormai estremamente critica. La chiusura di parte della Linea 1 e l’introduzione degli orari estivi hanno aggravato problemi già esistenti da tempo: autobus insufficienti, corse poco frequenti, percorsi molto lunghi e collegamenti non coordinati tra le diverse aziende di trasporto“. Gli attivisti sottolineano: “Le conseguenze ricadono soprattutto sui lavoratori, sugli studenti universitari che continuano a sostenere esami anche nel mese di luglio, sugli anziani e su tutte le persone che non dispongono di un mezzo privato”. Il racconto di queste settimane assume i toni della denuncia. “Alcune linee, come quelle dirette verso Mugnano, Capodimonte e altre zone periferiche – sostengono gli attivisti -, hanno ridotto notevolmente la frequenza; altre risultano spesso del tutto inaffidabili”. Ed inoltre, anche “il servizio delle navette sostitutive appare insufficiente rispetto alle reali necessità della popolazione”. A questo “si aggiunge una grave carenza di informazioni – rincara il comitato -. Alle fermate e persino nei principali stazionamenti, come quelli del Policlinico e del Frullone, spesso non sono disponibili orari chiari e aggiornamenti sullo stato del servizio. I cittadini sono costretti ad attendere senza sapere se e quando arriverà un autobus“. Già questo concorrerebbe a tinteggiare un quadro desolante. Ma ci sarebbe dell’altro, travalicando la cronaca. Si passa quasi allo spaccato sociologico. “Il dato più preoccupante– evidenzia il comitato – è la crescente sfiducia nelle istituzioni e nel trasporto pubblico. Molte persone hanno ormai rinunciato a utilizzarlo e cercano di organizzarsi attraverso automobili, passaggi privati o altre soluzioni”. Questo, “però, penalizza chi non ha alternative e aumenta ulteriormente l’isolamento dell’area nord rispetto al resto della città“.

Con toni pacati eppure secchi, gli attivisti non nascondono amarezza. “Parliamo – rammentano – di territori che già subiscono pregiudizi e difficoltà sociali. Rendere ancora più complicato raggiungerli significa danneggiare non soltanto chi ci vive, ma anche chi vorrebbe frequentarli per motivi di lavoro, studio, cultura, sport o partecipazione alle iniziative del territorio”. Parole su cui riflettere. Ma dalla protesta, garbata nonostante tutto, il comitato passa alla proposta. O quantomeno ad un appello. “È necessario che – dicono – il Comune di Napoli, la Regione e tutte le aziende coinvolte intervengano con urgenza, aumentando il numero delle vetture, migliorando il coordinamento tra i servizi e garantendo informazioni certe e accessibili ai cittadini”. Questo, bisogna ricordarlo, perché “il diritto alla mobilità non può dipendere dal quartiere in cui si vive”.

L’ANM: “NUMERI IN CRESCITA”

Alle lamentele dei cittadini, fornisce risposta l’Anm. E la replica suona come una smentita alle accuse. “Non è cambiato niente – rispondono dalla partecipata dei trasporti -, negli orari di punta si è arrivati anche ad 11 bus. Anzi, rispetto all’anno scorso c’è il 30% in più di utenza, che ci fa pensare ad un servizio che sta funzionando”. L’Anm sottolinea: “I dati sull’utilizzo sono per noi positivi, e in più inizialmente non avevamo autorizzato la fermata di Pietravalle, vicina alla stazione della metropolitana, che poi abbiamo autorizzato a seguito delle richieste della clientela”.