Movida fracassona, due diverse pronunce. La Corte d’appello di Napoli (II sezione civile) ha respinto l’istanza di sospensiva, proposta dal Comune di Napoli, contro la condanna dell’ente a risarcire 19 residenti di piazza San Domenico Maggiore (assistiti dall’avvocato Gennaro Esposito del Comitato Vivibilità Cittadina). Il collegio ritiene “che, quanto al pregiudizio grave ed irreparabile, la parte istante non ha dedotto – se non genericamente – in ordine al pregiudizio che dovrebbe sussistere al fine di disporre la chiesta sospensione”. Secondo i giudici, Palazzo San Giacomo non ha neppure “argomentato circa la esistenza di un rischio di non ottenere la ripetizione degli esborsi effettuati in occasione di un’eventuale esecuzione”. L’ordinanza della Corte d’appello rimette le parti innanzi al consigliere istruttore, per l’udienza di trattazione del prossimo primo luglio.
Su un altro piano, il Comune vede invece respinto dal Tar Campania un ricorso cautelare contro un proprio provvedimento. Il tribunale amministrativo (V sezione) rigetta l’istanza avverso l’ordinanza del sindaco Manfredi, relativa alla stretta sulla movida al Centro Storico. Il ricorso chiedeva di sospendere l’ordinanza. Un locale della zona interessata (via Domenico Capitelli, vico Quercia, vico II Quercia, via Nina moscati, via Cisterna dell’Olio, vico II Cisterna dell’Olio e vico III Cisterna dell’Olio) lo ha proposto anche nei confronti di una residente (difesa sempre dall’avvocato Esposito del comitato Vivibilità Cittadina).
Il provvedimento di Manfredi, emanato il 4 novembre, ha una durata di due mesi e prevede limitazioni agli orari di chiusura degli esercizi pubblici alla vendita e somministrazione di bevande alcoliche. Il 21 novembre il Tar ha già respinto analogo ricorso. Il decreto pubblicato oggi Tar fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del prossimo 16 dicembre.




















