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Agricoltori in protesta questa mattina a Napoli davanti alla Prefettura. La mobilitazione, promossa da Coldiretti Campania nell’ambito di una manifestazione nazionale, punta il dito contro le speculazioni sui prezzi di olio extravergine d’oliva e grano e contro quello che viene definito “import selvaggio” di prodotti esteri.

Una delegazione è stata ricevuta in Prefettura, dove è stato consegnato un documento con le richieste del settore agricolo. Al centro della protesta il crollo delle quotazioni riconosciute ai produttori, a fronte di prezzi elevati per i consumatori sugli scaffali.

“Speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza mettono a rischio la salute dei cittadini e la sopravvivenza delle aziende agricole”, ha dichiarato il presidente di Coldiretti Campania, Ettore Bellelli. Nel mirino soprattutto il mercato del grano duro, che secondo l’organizzazione agricola verrebbe acquistato in alcune aree del Sud a soli 19 centesimi al chilo, una cifra ritenuta insostenibile per i produttori.

“Speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza mettono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole nazionali, già in grave difficoltà a causa dell’aumento dei costi legato alla guerra in Iran” spiega il presidente di Coldiretti Campania Ettore Bellelli.

Preoccupazione anche per l’olio extravergine d’oliva. Coldiretti denuncia un crollo delle quotazioni nell’ultimo anno e chiede maggiori controlli sull’origine dei prodotti per contrastare frodi e pratiche commerciali scorrette. Tra le richieste avanzate figurano l’aumento delle ispezioni e l’utilizzo di tecnologie innovative per verificare la provenienza degli alimenti.

“La difesa del Made in Italy passa dalla tutela di chi produce”, l’appello Coldiretti, che chiede interventi immediati per garantire prezzi equi agli agricoltori e maggiore trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare.

“I nostri agricoltorisottolinea il direttore regionale di Coldiretti, Salvatore Loffredachiedono un’azione immediata rispetto ai vergognosi tentativi in atto da parte dei trafficanti: da chi cerca di ‘strozzare’ le aziende pagando al Sud il grano sotto trebbiatura 19 centesimi al chilo, mentre la pasta costa minimo 2 euro al chilo e il pane 3 euro, o chi taglieggia i produttori italiani pagandoli sotto i costi di produzione”.