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Nonostante la scure del Tar, le spiagge libere di Posillipo potrebbero tornare a numero chiuso su prenotazione. Una doccia gelata, annunciata stamane dall’assessore Edoardo Cosenza in consiglio comunale. A sollecitarne l’intervento, l’interrogazione proposta dalla capogruppo di Forza Italia, Iris Savastano, durante il question time. Oggetto: la gestione delle spiagge pubbliche Donn’Anna e delle Monache di Posillipo. Un tema da anni al centro di battaglie degli attivisti di Mare Libero, anche a carte bollate.

Lo scorso febbraio, infatti, il Tar Campania ha annullato il limite di 60 ingressi giornalieri e il sistema di prenotazione online per i due arenili. Contestando, in sostanza, le modalità di gestione stabilite da Comune di Napoli e Autorità Portuale. Cosenza premette come, nel maggio scorso, la Prefettura avesse chiesto di regolamentare gli ingressi, paventando rischi di ordine pubblico. “Ci hanno imposto di avere misure di controllo – assicura -, altrimenti avremmo aperto completamente”. Ma leggendo la risposta, elaborata dal Servizio Tutela Mare, l’assessore specifica che “per la spiaggia di Donn’Anna verrà valutata l’opportunità di contingentare gli accessi anche per la stagione balneare 2026”. Sarà cioè ricalcolato “il numero il numero massimo degli accessi consentiti sulla spiaggia simultaneamente sulla base di criteri afferenti al rispetto delle esigenze di sicurezza e incolumità delle persone”. Quindi, chiosa Cosenza, “con le regole dei vigili del fuoco, sostanzialmente”.

Tale valutazione – spiega -l’assessore con delega al mare – non potrà prescindere dall’esito della gara indetta dall’autorità portuale con scadenza 22 gennaio 2026″, di cui però “ancora non si conosce l’esito”. La procedura riguarda “l’affidamento in concessione di tre tratti di arenile marittimo da adibire a spiaggia attrezzata, ubicati sulla costa di Posillipo”. Tutto ciò “anche ai fini di individuare dei soggetti con cui interloquire per i servizi di prenotazione accessi al mare e controllo all’entrata dei soggetti autorizzati ad accedere alla spiaggia libera”. Cosenza ricorda che “Lotto A e lotto B risultano parzialmente coincidenti con le aree assegnate in concessione alla società Bagno Elena e Bagno Ideal”. Per Donn’Anna, come per l’altra spiaggia, l’amministrazione comunale si impegna a garantire la possibilità di accesso fino alle 20. Si potrà entrare attraverso i cancelli pubblici in via Posillipo e via Sermoneta. “Dobbiamo aspettare l’esito della gara – sottolinea l’assessore – per sapere se vengono assegnate o no le concessioni. Se non vengono assegnate è tutta libera, però dobbiamo vedere come gestire le prenotazioni”.

Per la spiaggia la spiaggia delle Monache la questione è “più complicata”. Lì “c’è un unico accesso che è privato – dice Cosenza -, con una larghezza molto limitata. Se si fanno i conti su quella larghezza, il numero di persone che può evacuare non è diverso dai numeri che attualmente abbiamo messo”. Anche qui c’è da attendere la gara. In precedenza, il Bagno Sirena aveva un accordo per l’accesso dal cancello privato. Ma come mai si rischia di tornare alla casella di partenza? Con la sentenza del mese scorso, il Tar “ha respinto la censura secondo cui – riferisce Cosenza – le misure adottate dal Comune di Napoli e dall’Autorità di sistema portuale sarebbero state illegittime per violazione del principio del libero accesso al mare”. I giudici amministrativi hanno “evidenziato infatti la necessità di bilanciare due diverse esigenze – sostiene l’assessore -: quella del libero accesso al mare e quella della pubblica incolumità”. In pratica, non si escluderebbe “tenuto conto delle ridotte dimensioni della spiaggia in questione (Donn’Anna, ndr) e della sua peculiare conformazione, la possibilità del ricorso a misure di contingentamento”. E non è tutto. “Il Tar in ogni caso – aggiunge Cosenza – ha evidenziato che pur trattandosi di spazi demaniali non affidati in concessione, l’affidamento ai concessionari dei lidi vicini – Bagno Elena e Bagno Ideal – di servizi aggiuntivi, quali prenotazione accessi al mare e controllo all’entrata dei soggetti autorizzati ad accedere alla spiaggia libera, ha potuto garantire un risparmio di spesa all’amministrazione, che altrimenti dovrebbe farvi fronte in altro modo“. E la battaglia degli attivisti ricomincia da qui.