Cultura e politica ieri intrecciate, oggi invece come rette parallele, destinate a non incontrarsi. Il solco si avverte al Circolo Artistico Politecnico, nel cuore di Napoli. Qui lo scrittore Marcello Veneziani presenta la sua ultima opera “Marx e Nietzsche si davano la mano. Vita, intrecci e pensiero dei due profeti che sconvolsero il mondo” (Marsilio Editori)”. Un appuntamento promosso dall’associazione “Polo Sud”, presieduta dall’ex parlamentare Amedeo Laboccetta.
A confronto con il filosofo Eugenio Mazzarella, Veneziani analizza affinità e distanze tra due giganti del pensiero. I due pensatori che più hanno influenzato il novecento. Ma nel giorno di Giorgia Meloni a Napoli, tra le sale liberty del circolo rimbalzano echi da campagna elettorale.
Schietto ma impietoso, Veneziani parla di uno “spessore di fragilità estrema dei candidati, soprattutto quello favorito”. E nel contempo prevede “tassi altissimi di astensionismo” alle Regionali. Con disincanto, Mazzarella sottolinea i “non contenuti” della campagna elettorale, liofilizzati in “battute di tweet da 140 caratteri”. E stigmatizza una politica rivolta “solo alla pancia” degli elettori, e mai “alla loro razionalità”. Marx e Nietzsche forse sarebbero d’accordo.



















