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Una situazione grottesca che ha portato all’apice del dissenso nella gara ‘casalinga’ contro l‘Atalanta Under23, conclusa sul punteggio di 1 a 1. Era l’ultima sfida tra le mura amiche, se così si possono definire, per il Sorrento che saluta questa stagione almeno per quanto riguarda le gare in casa. Resta l’ultimo impegno contro il Picerno e poi si potrà salutare la stagione e Potenza, la cittadina che, ormai da anni, ha accolto la squadra costiera ancora in attesa della sua struttura.

Un migliaio di giorni da nomadi per i tifosi che, nella gara contro i bergamaschi, hanno manifestato tutto il proprio disappunto senza prendere parte alla sfida. Nessun tagliando staccato, solo 121 abbonati per un incasso che non arriva a 600 euro. Se non è una risposta al disagio vissuto negli anni allora poco ci manca.

Una tifoseria e una squadra che non riescono a poter dire ‘oggi si gioca in casa’ da tre anni ormai, gare casalinghe giocate a Potenza e trasferta vietata a Potenza, altro paradosso incredibile, un esborso economico ingente perchè la distanza non è minima e il ‘Viviani’ non è dietro l’angolo. Soprattutto, una sensazione di impotenza di fronte a quella che dovrebbe essere la normalità.

Si è trasformato in un calvario il percorso in C per il Sorrento, il non avere lo stadio non può neanche permettere alla società id programmare per bene una stagione, prevedere investimenti e, perchè no, cercare anche di alzare l’asticella delle ambizioni. Una macchina organizzativa che è ostaggio di una situazione che sta diventando grottesca.