“Orrenda”, “schifezza totale” e “sgorbio”: sono alcuni dei commenti alle sue foto che hanno visto vittima sui social una donna di 42 anni, F. C., finita al centro di una violenta ondata di body shaming. Lei, ormai stremata dalle continue offese, ha deciso di rivolgersi agli avvocati a cui ha chiesto di identificare gli autori dei post offensivi con lo scopo di denunciarli e chiedere un risarcimento per quello che sta patendo a causa loro.
I suoi legali, Angelo e Sergio Pisani, hanno incaricato dei consulenti affinché identifichino gli haters per poi denunciarli alle forze dell’ordine e alla magistratura.
“Il meccanismo è sempre lo stesso – spiegano i due professionisti – quanto mai tossico: l’utente si sente legittimato, dallo schermo di uno smartphone, a deridere le forme di una donna. Particolarmente gravi sono i paragoni oggettivanti, come chi definisce la ragazza una ‘damigiana’ o un ‘barcone’, termini che puntano a deumanizzare la vittima, riducendola a un oggetto di scherno pubblico”.
Secondo Angelo e Sergio Pisani la vicenda della donna, come anche quelle di altre ragazze, “non è solo una questione di maleducazione ma la prova di come il confine tra libertà di opinione e l’aggressione verbale sia stato ampiamente superato”.
“Il body shaming – concludono – ha conseguenze psicologiche devastanti e, in casi come questo, assume i contorni di una vera e propria persecuzione mediatica”.
I suoi legali, Angelo e Sergio Pisani, hanno incaricato dei consulenti affinché identifichino gli haters per poi denunciarli alle forze dell’ordine e alla magistratura.
“Il meccanismo è sempre lo stesso – spiegano i due professionisti – quanto mai tossico: l’utente si sente legittimato, dallo schermo di uno smartphone, a deridere le forme di una donna. Particolarmente gravi sono i paragoni oggettivanti, come chi definisce la ragazza una ‘damigiana’ o un ‘barcone’, termini che puntano a deumanizzare la vittima, riducendola a un oggetto di scherno pubblico”.
Secondo Angelo e Sergio Pisani la vicenda della donna, come anche quelle di altre ragazze, “non è solo una questione di maleducazione ma la prova di come il confine tra libertà di opinione e l’aggressione verbale sia stato ampiamente superato”.
“Il body shaming – concludono – ha conseguenze psicologiche devastanti e, in casi come questo, assume i contorni di una vera e propria persecuzione mediatica”.


















