Che si cerchi un look casual o più elegante, la camicia con il collo coreano continua a rappresentare uno dei capi d’abbigliamento più amati nel mondo della moda maschile.
Un modello unico nel suo genere e facilmente riconoscibile in quanto, al posto del colletto con le alette tipico delle camicie classiche, è presente soltanto un pezzo di stoffa con un’altezza variabile da 1 a 3 centimetri che avvolge il collo in maniera elegante.
A rendere la camicia coreana un capo così apprezzato è senza dubbio la sua versatilità e comodità. Si tratta, infatti, di un modello perfetto da indossare durante la stagione estiva e con l’arrivo delle temperature più calde, vista l’assenza del colletto. Adatto, in ogni caso, sia per chi desidera avere un look casual ma comunque sofisticato e curato sia per chi è solito partecipare ad eventi più eleganti e formali.
Un capo dal carattere originale e giovanile, dunque, che tutti gli uomini dovrebbero avere nel loro guardaroba per creare outfit impeccabili per ogni occasione.
Dove trovare le camicie con il collo alla coreana
Al giorno d’oggi, trovare una camicia coreana che sia in linea con i propri gusti è più facile rispetto al passato.
Il merito va alla presenza di e-commerce specializzati nella vendita di camicie che mettono a disposizione un’ampia varietà di modelli tra cui scegliere. Ne costituisce un esempio Camicissima.it, realtà d’eccellenza nella produzione di capi Styled in Italy di elevata qualità.
Questi portali, inoltre, si contraddistinguono per la grande comodità, perché permettono di fare shopping ad ogni ora e ovunque ci si trovi, così come per l’esperienza di navigazione user-friendly, che permette individuare le proposte più in linea con le proprie necessità e preferenze in pochi click.
Per esempio, nella sezione “camicia collo coreana uomo” del sito web di Camicissima.com, è possibile trovare i modelli divisi per colorazione, fantasia, tipologia di vestibilità e tessuto.
Consigli su come indossarla e abbinarla
Proprio perché così unica e particolare, la camicia con il collo alla coreana va indossata nel modo giusto. A questo proposito, per prima cosa è necessario guardare alla vestibilità, scegliendo tra un modello regular oppure slim fit, nel caso in cui si voglia mettere in risalto il proprio fisico.
Allo stesso modo, è necessario prestare attenzione a non usare mai la cravatta o il papillon: questi accessori, infatti, nasconderebbero del tutto il collo dalle linee arrotondate, dettaglio che rende la camicia coreana diversa dai modelli più classici.
È altrettanto importante scegliere con cura il tessuto della camicia. In commercio, al giorno d’oggi, si trovano modelli soprattutto in lino, seta e cotone, ognuno pensato per adattarsi a specifiche occasioni.
L’opzione in lino, per esempio, è indicata per eventi meno formali durante l’estate, così da rimanere freschi nonostante il caldo, senza però rinunciare ad un tocco sofisticato. Seta e cotone, invece, possono essere indossati per creare outfit più seri o per l’ufficio, basta abbinarli ad abiti sartoriali e scarpe eleganti.
Altrettanto fondamentale si rivela la resa cromatica, ricordando che è possibile optare tanto per soluzioni classiche a tinta unita quanto per modelli con fantasie più o meno particolari, con cui donare un tocco fresco e giovanile all’intero outfit.
Lavaggio e stiratura: come mantenere in forma il collo
Rispetto ai colletti classici, il collo alla coreana ha un vantaggio pratico: non ci sono alette né stecche da sfilare prima del lavaggio, e la fascetta, rinforzata all’interno da una teletta, mantiene la sua forma con poca manutenzione. Proprio perché aderisce direttamente alla pelle, però, è anche la parte della camicia che si sporca prima. Sudore e sebo lasciano lungo il bordo un alone che conviene trattare prima del lavaggio, strofinandolo delicatamente con un po’ di sapone di Marsiglia.
Prima di mettere la camicia in lavatrice è buona abitudine sbottonare tutti i bottoni, compreso quello del collo e quelli dei polsini, per non sforzare asole e tessuto. Per cotone e lino un programma a 30 o 40 gradi è in genere sufficiente, sempre verificando le indicazioni dell’etichetta, con una centrifuga bassa: il lino si stropiccia facilmente e una centrifuga energica fissa le pieghe. La seta richiede invece il lavaggio a mano o il programma per capi delicati. A fine lavaggio è meglio stendere la camicia su una gruccia con il primo bottone chiuso, così il collo asciuga nella sua forma naturale e la stiratura richiede meno tempo. L’asciugatrice va evitata, soprattutto per lino e cotone, che tendono a restringersi.
La stiratura parte proprio dal collo. Si passa prima il rovescio e poi il dritto, muovendo il ferro dalle estremità verso il centro: le eventuali grinze vengono spinte verso la nuca, dove restano nascoste, invece di formarsi sulle punte davanti, che sono le più visibili. Si prosegue poi con carré, polsini, maniche e corpo della camicia. La temperatura va regolata sul tessuto seguendo i simboli dell’etichetta: il ferro con tre punti, fino a circa 200 gradi, è adatto a lino e cotone, mentre la seta richiede il punto singolo, intorno ai 110 gradi, meglio con un panno di cotone tra ferro e tessuto. Il lino si stira quando è ancora leggermente umido e, sui colori scuri, al rovescio, per evitare le lucidature. Una volta stirata, la camicia va riposta appesa e con il primo bottone chiuso, così la fascetta non si schiaccia come accadrebbe in un cassetto.

















