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Quattro indici di valutazione ecologico-ambientale, definiti sulla base dei biotopi della Carta della Natura, progetto nato 35 anni fa con la Legge quadro sulle aree protette. In Campania scrivono una mappa dell’ecosistema locale. Inoltre, sono in uno degli allegati al Piano Forestale della Regione, approvato il 30 giugno dalla giunta Fico. Gli indici sono: Carta del Valore Ecologico (VE); Carta della Sensibilità Ecologica, Carta della Pressione antropica, Carta della Fragilità Ambientale.

Un dato spicca per lo squilibrio descritto, e delinea uno scenario molto problematico nella provincia di Napoli. È la Pressione Antropica. L’indice rappresenta il disturbo complessivo di origine antropica potenzialmente negativo. Gli indicatori che concorrono alla valutazione: carico inquinante complessivo calcolato mediante il metodo degli abitanti equivalenti; impatto delle attività agricole; impatto delle infrastrutture di trasporto (stradale e ferroviario); sottrazione di territorio dovuto alla presenza di aree costruite; presenza di aree protette, inteso come detrattore di pressione antropica. Qui i valori “Molto alti e alti” sono da considerare negativi, la media regionale è del 17,76%. Ebbene, Napoli sfiora il 54%, seguita da Caserta al 29%, Avellino 15%, Benevento 12% e Salerno al 7%.

Discorso diverso per il Valore Ecologico. Questo indice rappresenta la misura della qualità di ciascuna unità fisiografica di paesaggio dal punto di vista ecologico-ambientale. È da intendersi come indice di pregio naturalistico. È composto da indicatori come naturalità; molteplicità ecologica; rarità ecosistemica; rarità del tipo di paesaggio (a livello nazionale); presenza di aree protette nel territorio dell’unità. Qui le categorie “Molto alta” e “alta” sono in chiave positiva. Sommandole, la provincia di Salerno supera la percentuale del 42%, “in virtù anche dell’ampia superficie protetta” specifica l’allegato. “Al contrario Napoli – sottolinea il testo – non raggiunge il 15%. Valori tra il 18% ed il 25 per le altre province, con una media regionale del 28,56%”. Altro indicatore è la Sensibilità Ecologica: stabilisce la predisposizione al degrado ecologico-ambientale. “L’indice dei valori “Molto alta e alta” ha un valore medio regionale del 13,54% – spiega l’indagine tecnica – con punte per la provincia di Salerno (21%) e Napoli 6% rispecchiando il Valore Ecologico”.

C’è infine la Fragilità ambientale. “Si tratta di un indice complessivo che – illustra il documento – è il risultato della combinazione dei primi tre, chiamato “Profilo Ambientale“ ed evidenzia il livello di rischio di degrado ecologico- ambientale. La fragilità è direttamente connessa alla pressione antropica”. Considerando sempre le due categorie più alte, la Fragilità ha una media regionale del 6% con punte estreme per Avellino (9,7%) e Napoli (9,5%), da un laro, e Salerno (4,24%). Benevento si attesta al 5,6%, Caserta al 4,6%. “Dal confronto degli indici tra le varie province – afferma il testo – emergono prime differenze utili anche a pianificare le aree idonee alle diverse specie e valutare l’adozione di specifiche misure gestionali. Ad esempio la provincia di Salerno ha la più alta valenza ecologica e sensibilità ecologica con valori ben oltre la media regionale, non raggiunti da nessuna delle altre quattro province. Come era prevedibile la provincia di Napoli registra la più forte pressione antropica seguita da Caserta con le altre province a valori decisamente più bassi. Al contrario degli altri tre indici la Fragilità ambientale presenta valori più vicini alla media pur essendo una risultante degli altri indici e fortemente in relazione alla pressione antropica”.