Antonio Conte ha accumulato una lunga esperienza in Champions League, arrivando a totalizzare 50 panchine tra il 2012 e il 2026. Il percorso europeo dell’allenatore italiano inizia e si chiude contro il Chelsea, con un debutto sulla panchina dell’Inter nella stagione 2012-2013 e l’ultimo match alla guida del Napoli proprio contro la stessa squadra inglese, che ha condannato i partenopei ad una fine anticipata nella massima competizione europea.
L’esperienza con la Juventus si è conclusa nella fase a gironi con 1 punto come media partita. Non è andata troppo meglio alla guida del Chelsea, dove ha raggiunto gli ottavi ma la media punti è stata di 1,5. Decisamente peggiori le esperienze alla guida dell’Inter: in entrambi i casi è uscito nella fase a gironi, rispettivamente con 1 punto e 1,17 di media a partita. Anche con il Tottenham, pur arrivando agli ottavi, non è andato oltre all’1,5 punti di media a partita. Infine, con il Napoli in questa stagione, uscendo al termine della fase campionato con 1 punto di media a partita
I dati statistici confermano un bilancio equilibrato: con una media di 1,34 punti a partita in Champions League, Conte ha alternato vittorie significative a eliminazioni precoci. Le sue squadre hanno spesso mostrato una difesa organizzata e un approccio aggressivo nel pressing alto, con transizioni rapide verso la fase offensiva. Tuttavia, l’assenza di continuità nei momenti chiave e l’incapacità di superare ostacoli determinanti in ottavi e quarti di finale hanno impedito di ottenere risultati più prestigiosi. Va detto che in questa specifica stagione, un dato da tenere sotto osservazione riguarda il grande numero di infortunati. La rosa partenopea è spesso arrivata agli appuntamenti clou della competizione con almeno metà della rosa titolare ai box per infortunio, con alcuni uomini simbolo che di fatto non hanno mai iniziato davvero la stagione. Ad esempio, il riferimento in tal senso non può che andare a Lukaku: se è stato il simbolo del Napoli di Conte dello scorso anno, in questa stagione ha fino ad ora accumulato solo 36 minuti sul terreno di gioco, ma non è stato il solo ad essere assente per un lungo periodo. Un altro nome cruciale e indisponibile per diversi mesi è Anguissa, fondamentale nello scacchiere di mister Conte.
Adesso la testa è principalmente sul campionato, perché se il bis Scudetto è presumibilmente sfumato rimane comunque essenziale centrare almeno una nuova qualificazione in Champions. Il Napoli ha pur sempre bisogno di emolumenti per potenziarsi sul mercato e dopo essere rimasto con le mani legate nella sessione di gennaio potrebbe darsi a nuovi investimenti importanti in estate, pur di consentire a Conte di lavorare nelle migliori condizioni. In ogni caso, nelle prossime settimane gli azzurri dovranno guardarsi sia dalla Juventus sia dal Como (anche in Coppa Italia), ma come testimoniano le quote delle partite di Serie A oltre che le analisi degli esperti quella di Conte rimane ugualmente la formazione più accreditata alla vigilia di quasi tutti i match. L’approccio tattico del tecnico si adatta con efficacia al campionato, con un equilibrio tra fase difensiva e attacco rapido, sfruttando le caratteristiche dei singoli giocatori e la profondità della rosa.




















