di Chiara Ciullo
Quanta importanza viene data alla serenità di avere rapporti sessuali senza ammalarsi? Insieme alle forti rivendicazioni per la libertà sessuale con l’inizio del Pride Month, c’è un altro diritto, meno urlato, che non va dimenticato: il sesso libero e sicuro.
Nonostante i numerosi movimenti tesi all’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole, l’Italia rimane uno, degli ormai pochi paesi europei, a non prevedere un’educazione affettiva all’interno dell’istruzione. Il bigottismo che avvolge la popolazione italiana è un forte retaggio dettato dalle cementificate costruzioni sociali che si sono fatte, negli anni, intorno al sesso. Utilità e riservatezza le uniche due caratteristiche associate all’atto sessuale. Tutto quello che va oltre è un tabù. Tutto quello che va oltre deve essere eliminato. Malattie sessualmente trasmissibili comprese, anzi, soprattutto.
Il paradosso? Si combatte contro un’educazione ‘senza controlli’, con l’angoscia che si possa apprendere dagli esperti chissà quale ‘deviazione’, mentre si lascia, senza la minima remora, che tutti i giovani, a partire da una fascia d’età troppo poco cosciente, si disinformino ‘senza controllo’ sui social. Eppure, i tabù sulla sessualità sono ancora oggi troppo numerosi. A differenza di quanto ci si lasci credere, la sessualità è lontana anni luce dal poter essere considerata come ‘libera’.
Le motivazioni sullo stigma intorno alle malattie sessualmente trasmissibili hanno radici profonde: dalla moralizzazione della sessualità attraverso una narrativa deviante, alla vergogna di essere inseriti in categorie socialmente poco accettate, fino ad una inesistente educazione sessuale. Il problema è fortemente rilevante a livello nazionale, ma la situazione tende a complicarsi se si toccano le province e le città molto più piccole. In circostanze come queste lo stigma assume una dimensione più concreta: assenza di anonimato, il carico del giudizio e vergogna nel presentarsi da uno specialista.
Le conseguenze sono varie e hanno un peso: scarsa comunicazione con il partner, isolamento, ritardi nelle diagnosi. Ed è in questo silenzio autoinflitto che le infezioni trovano spazio: dalla clamidia, alla gonorrea, dalla sifilide fino al papilloma virus (HPV).
L’HPV rappresenta una delle principali cause di tumori prevenibili a livello globale ed è responsabile della maggior parte dei tumori della cervice uterina. Nonostante la sua prevenibilità continua ad avere un carico nazionale importante causato dalla scarsa adesione ai programmi di prevenzione e alle coperture vaccinali. Un problema che si inserisce in un quadro più ampio: l’analisi dei programmi di screening pubblicata nel volume “I numeri del cancro in Italia 2025” a cura dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) benché mostri una sempre più elevata offerta di interventi preventivi oncologici, segnala una forte disparità tra le Regioni in termini di partecipazione. Meno di una persona su tre esegue una corretta prevenzione.
Per quanto il vaccino contro l’HPV rientri nei LEA – Livelli Essenziali di Assistenza – sono poche le regioni che garantiscono un’adeguata promozione sul territorio. La Campania, ad esempio, rientra nelle regioni con garanzia di somministrazione (11-26 anni per le ragazze e 11-18 anni per i ragazzi), ma pecca per l’informazione. Secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2023 pubblicati dal Ministero della Salute, la Regione Campania è tra le meno performanti (23.96% delle ragazze; 14.20% dei ragazzi), estremamente lontana dall’obiettivo di copertura del 95% fissato dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale.
La questione è culturale, non riguarda l’offerta. Restringendo il campo al territorio Sannita, i dati locali lo confermano. Nel 2025 l’adesione ai programmi di screening oncologico nella provincia di Benevento si attestava su livelli molto bassi: 6% per lo screening della cervice uterina, 9% per quello mammografico e appena l’1% per il colon-retto.
La cultura ha fatto del silenzio la caratteristica primaria della sessualità, rendendo un già difficile approccio alla malattia, ancora più difficile e imbarazzante. Eppure, il germe della speranza è sempre puntuale e l’ASL di Benevento registra un bilancio che può essere definito crescente, seppur in minima parte. Numerose sono le iniziative avviate a favore di una prevenzione, sia da parte di enti pubblici che di associazioni private: l’associazione Rosa Samnium Aps in occasione della giornata mondiale del donatore di sangue, offre visite senologiche gratuite.
Deve cambiare l’approccio, non il mondo intorno. Perché se non parte da noi, dalla considerazione che abbiamo di noi stessi, il mondo potrà anche cambiare, ma resterà uguale. Dobbiamo pretendere informazione. Dobbiamo dare alla nostra salute la migliore delle priorità. A prescindere dall’età. A prescindere dalla malattia.
La salute, come la legge, non ammette ignoranti.




















