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Non è un bivio. Non è un crocevia. Non è una finalissima. Ma la sfida di questa sera, per la Salernitana, non vale solo i tre punti in palio. A Benevento i granata giocheranno per allungare la serie positiva, certo, ma soprattutto per dare un segnale definitivo al campionato. Torneo che li ha sempre visti in testa sin dalla prima giornata, il più delle volte in solitaria, ma che si aspetta dalla squadra di Raffaele una prova da prima della classe in tutto e per tutto.
Uscita malconcia dall’altro big match del girone di andata – a Catania – e decisamente meno convincente sul piano dell’intensità nelle ultime uscite (soprattutto in casa) la Salernitana deve imprimere al proprio cammino un’accelerazione necessaria per rimettere la chiesa al centro del villaggio. Raffaele lo sa bene, e sa anche che dalle sue scelte di formazione potrebbe dipendere molto più del semplice risultato in palio stasera.
Benevento è dunque un piccolo ma insidioso spartiacque per i granata e soprattutto per il suo tecnico. Ma come si schiereranno in campo, questa sera, gli undici scelti da Raffaele? Il tecnico ex Cerignola sembra intenzionato a partire con le marce alte, scegliendo una formazione a trazione anteriore con il possibile impiego della coppia “pesante” in attacco. Inglese e Ferrari dall’inizio, dunque, per cercare di sfruttare la verve di Villa (che sarà regolarmente in campo) e l’imprevedibilità di Liguori, al quale potrebbe essere concessa un’altra chance dall’inizio nel ruolo di quarto a destra. In difesa, recuperato Matino, si fa largo l’ipotesi Frascatore, che potrebbe partire dall’inizio dopo diverse settimane. E in mediana? Permane il dubbio DeBoer: l’olandese è completamente recuperato ma Raffaele non è certo di schierarlo dall’inizio. La squalifica di Tascone riduce il ventaglio delle scelte, però. Ed è per questo che l’ex Ternana potrebbe ritrovare il campo dall’inizio, in coppia con Capomaggio. Tutto è nelle mani e nella testa di Raffaele.
Nelle ultime settimane la sua squadra e la sua idea di Salernitana in senso più ampio sono finiti nel mirino della critica. Meno cinica, meno aggressiva: forse più equilibrata – anche se sempre perforabile, soprattutto contro le piccole – la squadra granata continua a far registrare numeri “normali” che poco o nulla hanno a che vedere con una prima della classe. Non è la miglior difesa, non è il migliore attacco: eppure la compagine granata è la più costante per rendimento. E la sensazione che non abbia ancora ottenuto davvero il massimo aumenta di settimana in settimana. Insomma tutti, meno Raffaele, credono che questa Salernitana potrebbe dare ancora qualcosa rinunciando a quell’incoscienza di gioco che troppo spesso l’ha portata a gettare alle ortiche punti facili che le avrebbero permesso di prendere il largo in classifica.
Di fronte a quasi duemila tifosi granata la Salernitana è chiamata a dimostrare di meritare il ruolo ritagliato in questa prima parte di stagione. Al campo il compito di stabilire se questa gerarchia è davvero meritata fino in fondo.