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L’utilizzo del Teatro delle Arti, bene comunale della città di Salerno, come sede di un comizio elettorale del candidato sindaco Vincenzo De Luca, suscita la dura presa di posizione di Lorenzo Forte, presidente del Comitato Salute e Vita e candidato al consiglio comunale di Salerno con il Movimento 5 Stelle a sostegno del candidato sindaco Franco Massimo Lanocita.

Forte annuncia inoltre una lettera formale al commissario straordinario del Comune di Salerno, Vincenzo Panico, affinché venga fatta piena luce sulla gestione del Teatro delle Arti e sull’utilizzo degli spazi pubblici in campagna elettorale.

“È gravissimo che un bene comunale venga percepito e utilizzato come se fosse una proprietà privata al servizio di pochi”, dichiara Lorenzo Forte. “Il Teatro delle Arti appartiene ai cittadini di Salerno, non a un candidato, non a un gestore, non a un sistema di potere che da decenni confonde pubblico e privato. Chiediamo al commissario Panico un intervento vigoroso e immediato su quanto accaduto, ma anche un’azione preventiva verso tutti coloro che oggi gestiscono immobili e strutture comunali, attraverso convenzioni, affidamenti o contratti, affinché sia chiarito che tali beni non possono essere utilizzati per comizi elettorali o iniziative di parte”.

Nel mirino anche il ruolo dell’attuale gestore Claudio Tortora. “Non è la prima volta che questo spazio viene vissuto come cosa propria. Chiederemo anche chiarimenti sui rapporti economici relativi alla gestione, sui canoni, sulle manutenzioni e su ogni aspetto che riguarda l’utilizzo di un bene pubblico da parte di privati. I cittadini hanno diritto alla trasparenza”.

Forte sottolinea inoltre il valore culturale e civile della vicenda. “Il problema non è soltanto amministrativo. È culturale. Quando pochi soggetti, sempre vicini al potere politico, monopolizzano gli spazi pubblici, si soffoca la vera crescita culturale della città. Si impedisce alle compagnie indipendenti, ai giovani artisti, ai fermenti liberi e autonomi di emergere e di contribuire alla costruzione del bene immateriale di Salerno. La nostra idea è opposta: la politica deve restare fuori dalla gestione della cultura. I partiti non devono controllare il teatro, l’arte, i luoghi della creatività. Bisogna aprire le strutture pubbliche alle energie dal basso, alle compagnie sperimentali, alle realtà civiche che in questi anni, nonostante tutto, hanno continuato a far vivere una cultura libera e democratica”.

Infine la proposta politica. “Immaginiamo spazi pubblici come il Teatro Ghirelli e gli altri contenitori culturali cittadini gestiti in modo pluralista, condiviso e trasparente, da più compagnie e associazioni, attraverso bandi pubblici e regole certe. Solo così si restituisce la cultura ai cittadini. Salerno merita libertà, partecipazione e rispetto delle regole”.