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È stata posta sotto sequestro per risalire alle cause che mi hanno determinato la morte, la salma di  Paul Neeraj il 35enne di origini indiane che si è spento per le gravi condizioni di salute, con le quali era giunto dallo scorso 10 aprile, all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi di Salerno. Era stato ritrovato, abbandonato davanti al Pronto Soccorso, in condizioni gravissime. L’uomo è deceduto per una setticemia all’addome che aveva compromesso le funzioni del fegato. Le circostanze del suo arrivo in ospedale restano ancora avvolte nel mistero. Ed è proprio per questo e per la prosecuzione delle indagini da parte della 25 aprile squadra mobile guidata dal primo dirigente Elvio Barbati, che la salma è stata posta sotto sequestro.

Tra le ipotesi al vaglio, anche quella di una esposizione prolungata a sostanze tossiche utilizzate ad esempio sull’eventuale posto di lavoro. “Abbiamo raccontato questa storia nei giorni scorsi, con la speranza che potesse avere un epilogo diverso. Non è andata così. La morte di Paul impone oggi un passaggio ulteriore, più difficile ma necessario: cercare la verità fino in fondo”. A dirlo Enzo Maraio, segretario nazionale di Avanti Psi che per primo si era occupato della vicenda.

“Ora Serve capire – scrive – cosa è accaduto. Serve assistere la famiglia”.
“Morire per lavoro, nel 2026, non è accettabile. Ogni volta che accade, viene meno un pezzo della nostra civiltà, vengono meno anni di lotte ed impegno. E noi non possiamo permetterci di restare indifferenti” conclude.