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Definirla una piccola, grande rivoluzione non è un azzardo. Al suono della sirena della sessione invernale di mercato la Salernitana esce profondamente trasformata. Il diesse Faggiano – che aveva effettuato ben trentasei operazioni in uscita in estate, azzerando completamente l’organico retrocesso dalla B – ha deciso di completare il suo lavoro sfrondando nel complesso la rosa e procedendo a quelle uscite necessarie per non avere in gruppo calciatori fuori lista. Dunque l’ultima giornata di mercato ha visto la partenza di Varone (ceduto in prestito al Gubbio) e Iervolino (passato a titolo temporaneo al Cerignola, prossimo avversario dei granata nell’anticipo di venerdì), la risoluzione del prestito di Knezovic – che passa al Trapani – e l’addio a titolo definitivo di Michael Liguori che, alla fine, ha accettato la corte del Foggia di Casillo liberando la casella che è stata occupata, proprio al suono del gong, da Mirko Antonucci. Il classe 2001 torna in granata dallo Spezia via Bari e chiude, di fatto, il mercato in entrata del club granata. Mercato che, è bene ricordarlo, ha già visto l’arrivo di Berra, Arena, Carriero, Longobardi, Gyabuaa e Lescano.
Una rivoluzione evidente che, ora, dovrà trovare riscontro sul campo.