Ridurre l’analisi del pareggio di Cava all’occasione del gol subito allo scadere e alla palese irregolarità commessa ai danni di Molina – colpevolmente ignorata dall’arbitro – rischia di spostare l’attenzione sulla gravità della situazione in casa Salernitana. Il pareggio maturato nel derby con la Cavese è la punta dell’iceberg di una crisi di gioco e risultati nella quale la squadra granata si sta avvitando ormai da mesi. E Raffaele, nel dopo partita, ha ancora una volta – e in maniera preoccupante – ignorato i segnali di un piano inclinato sul quale la sua squadra sta scivolando senza soluzione di continuità.
Scelte incomprensibili, sostituzioni conservative, un irritante ed arrendevole non gioco, l’ennesimo secondo tempo regalato di fatto agli avversari. E infine la preoccupante coda post-partita con il diverbio (molto più che verbale, in verità) tra Raffaele e il diesse Faggiano nel tunnel degli spogliatoi del Lamberti. Un episodio che la società non può assolutamente far passare in cavalleria, sotto gli occhi attoniti di diverse persone: un segnale chiaro di non ritorno tra le parti, di scollamento e totale mancanza di condivisione di idee, progettualità, prospettive. Raffaele ha grandissime responsabilità, partendo dalla mancanza totale di continuità gestionale del gruppo. Il tecnico siciliano non ha tutelato, con le sue scelte, i suoi calciatori e spesso anche gli investimenti fatti dalla società. Oggi l’organico granata è da ritenersi completo e competitivo e la sensazione che stia decisamente ottenendo molto meno di quanto potrebbe raccogliere pesa come un macigno sul giudizio complessivo dell’operato dell’allenatore granata. Ci chiediamo, a questo punto, che senso abbia questa ulteriore melina societaria. E ci chiediamo soprattutto che senso abbia tergiversare sulla gravità di un fatto ormai di dominio pubblico e sulle responsabilità da condividere tanto da Raffaele quanto da Faggiano.
La proprietà e la dirigenza bene farebbe a prendere provvedimenti nei confronti di entrambi. Perché è vero che Raffaele è colpevole dei risultati altalenanti e dei problemi collezionati fin qui dalla squadra, ma Faggiano ha pari colpe nell’aver ostinatamente difeso la sua scelta iniziale. E poi c’è l’episodio del dopo partita di ieri che nessuna società può e deve ignorare. Dunque crediamo che questo stato di impasse dipenda solo ed esclusivamente da ciò che la proprietà intende fare nei confronti di entrambi. Se così non dovesse essere essere l’unica certezza sarebbe la totale mancanza di coerenza e progettualità da parte del club. Intanto anche ieri la Salernitana ha perso l’ennesima occasione concessale da Benevento e Catania. Entrambe fermate sul pari, le principali antagoniste dei granata avrebbero potuto subire un pesante colpo da un eventuale successo dei granata. La situazione, invece, è rimasta immutata e i rimpianti sono aumentati.
Il tempo stringe e la proprietà non può far finta che tutto vada bene. Ne va della dignità del club e della dirigenza, a cominciare da patron Iervolino.
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Salernitana in pieno caos. Lite Raffaele-Faggiano e ancora nessun provvedimento
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