Il pareggio del Vigorito lascia all’Avellino un punto importante, ma anche diversi aspetti sui quali lavorare. Dopo l’1-1 contro il Benevento, Luca Palmiero analizza la prestazione dei biancoverdi, soffermandosi soprattutto sulle difficoltà incontrate nella gestione del possesso e sulle occasioni concesse agli avversari. Il centrocampista, entrato nella ripresa e coinvolto nell’azione del pareggio firmato da Cheddira, guarda alla prestazione con soddisfazione personale, senza nascondere gli errori commessi dalla squadra.
“Sono contento del contributo che sono riuscito a dare. Conta sempre farsi trovare pronti, conta il lavoro quotidiano e quando ti viene data l’occasione di far bene devi farti trovare pronto”, spiega Palmiero, che torna anche sulle scelte iniziali di Nesta. “Con il Pisa la squadra aveva fatto bene e come si dice squadra che vince non si cambia, quindi magari mi aspettavo di partire in panchina”.
L’analisi si sposta poi sull’andamento del derby. L’Avellino ha cercato di giocare la propria partita, trovando però un Benevento capace di approfittare delle imprecisioni biancoverdi e di mettere in difficoltà la formazione irpina soprattutto nella fase centrale dell’incontro.
“Rispetto a Chiavari un miglioramento c’è stato, avevamo approcciato bene. Non è facile venire qui e imporre il gioco. Abbiamo perso troppi palloni, bisogna migliorare nella gestione del pallone, perchè da nostri errori loro sono stati pericolosi. Poi come ha detto il mister, ci serve fare uno step in più di crescita”.
Un passaggio che richiama anche l’analisi di Alessandro Nesta nel dopogara. Per l’Avellino resta la necessità di trovare maggiore continuità durante i novanta minuti, evitando quelle disattenzioni che permettono agli avversari di prendere campo e creare occasioni. Il pareggio conquistato a Benevento dà seguito alla vittoria contro il Pisa, ma conferma che il percorso di crescita della squadra non è ancora completato.
Infine, Palmiero interviene sul rapporto con Martin Palumbo, respingendo l’idea di una concorrenza interna che possa diventare motivo di divisione. “Nessun dualismo, io supporto Martin e lui supporta me. E’ un dualismo che c’è dal primo giorno e mi auguro che prima o poi questa tiritera finisca”.

















