E’ di circa 95 mila euro in contanti, custoditi in buste sottovuoto, l’importo scoperto i cani della Guardia di Finanza in casa di una delle persone coinvolte nell’inchiesta per corruzione insieme ad altri tra funzionari e imprenditori nell’ambito dell’attività giudiziaria avviata dalla procura di Avellino sull’affidamento dei lavori pubblici in Provincia.
I soldi, secondo gli inquirenti, sarebbero il frutto di ricompense ottenute dalla dirigente per l’assegnazione di lavori pubblici nel settore dell’edilizia scolastica in provincia di Avellino. L’operazione “Dos-Des”, condotta dalla Procura di Avellino, è scattata ieri con la perquisizione degli uffici e delle abitazioni degli indagati.
Tra i soggetti coinvolti figura Sergio Davidde, funzionario della Provincia di Avellino, a cui alcune delle funzioni sono state successivamente affidate al collega Giovanni Cacchione. Con loro sono indagati anche gli imprenditori Enzo Lucci e Giovanni Papa e la collaboratrice di Davidde, Annarita Rossini, che rivestiva anche il ruolo di tesoriera in personale del funzionari.
Secondo gli atti dell’inchiesta, presso l’abitazione avellinese della Rossini sono stati sequestrati circa 60.000 euro in contanti, conservati sottovuoto in una madia, e poco più di 30.000 euro in una cassetta di sicurezza di un istituto di credito locale. Gli investigatori riferiscono che parte di questo denaro sarebbe stata prelevata per l’acquisto di un’auto di lusso.
Intanto i legali degli indagati preparano la strategia difensiva, a partire dalle istanze di dissequestro delle somme sequestrate.
Intanto continuano le indagini della Guardia di Finanza, in particolare relativamente ad e appalti PNRR: quello per la ristrutturazione dell’Istituto “Ruggiero II” di Ariano da circa 2milioni 200mila euro e quello della palestra del “Ronca” di Montoro da poco più di un milioni di euro. All’analisi degli inquirenti ci sarebbe anche un appalto per il Convitto Pietro Colletta di Avellino.




















