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Presso la sede del Coordinamento Provinciale di Fratelli d’Italia Avellino,  l’on. Paola Frassinetti, Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione e del Merito ha firmato il Tricolore

“L’Irpinia è una terra che merita attenzione. Come Ministero dell’Istruzione e del Merito – ha dichiarato Frassinetti – abbiamo dato un contributo importante anche con l’erogazione di fondi per l’Agenda Sud, per contrastare la dispersione scolastica, soprattutto. E in effetti l’obiettivo è stato in parte raggiunto perché abbiamo già superato l’obiettivo che l’Europa ci aveva dato, che era del 10%, e un anno e mezzo fa eravamo al 9,4: quindi comunque un bel risultato sulla dispersione».

Il Sottosegretario ha fatto visita anche al Convitto di Avellino: “Ho riscontrato tanta competenza e tanta voglia dei ragazzi di impegnarsi, non soltanto nella didattica, ma anche nell’educazione civica e nelle esperienze che fanno con gli insegnanti parlando di legalità per diventare cittadini attivi. Questa dell’educazione civica è anche una mia delega specifica, quindi sono molto contenta di averli trovati così appassionati a queste tematiche».

Riflettendo sulle esigenze delle aree interne e sul fenomeno dello spopolamento, ha osservato: «Le attrattive devono essere contenute anche negli indirizzi e nei percorsi scolastici. Ho visitato un laboratorio di informatica di alto livello e credo che con strumenti come questi i ragazzi possano trovarsi a loro agio anche in questa terra. Attraverso la riforma degli istituti tecnico-professionali della filiera 4+2 c’è la possibilità di valorizzare e qualificare i titoli di studio, così che le imprese possano intercettare giovani con competenze elevate. Agiamo su due linee: finanziare progetti e laboratori – lo abbiamo fatto col PNRR e continueremo – e garantire che non ci siano scuole di serie A e scuole di serie B».

Sul tema del dimensionamento scolastico, Frassinetti ha chiarito la posizione del Ministero: «Non vogliamo e non l’abbiamo mai fatto: abbiamo ereditato dai governi precedenti questo dimensionamento, che stiamo però interpretando cercando di chiudere meno scuole possibili. Lo abbiamo previsto anche in una norma con la deroga al numero di alunni, perché meno alunni significa più possibilità per le scuole di mantenere aperte le sezioni. Nelle zone montane e dell’entroterra abbiamo introdotto questa deroga che, insieme alla legge sulla montagna estendibile ai territori interni, può essere propedeutica a non far chiudere le scuole. Abbiamo anche diminuito il numero di reggenti, immettendo più dirigenti scolastici di ruolo nei loro compiti».