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Il Tribunale penale di Napoli, Nona Sezione, con la Dott.ssa Albanese a presiedere, ha disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari per C. D. P., 46 anni, originario di San Giovanni a Teduccio. La decisione arriva in totale accoglimento delle articolate e approfondite argomentazioni giuridiche presentate dall’avvocato Massimo Viscusi, nominato difensore solo tre mesi fa.

L’uomo era detenuto per accuse gravi: atti persecutori aggravati nei confronti dell’ex compagna e maltrattamenti ai danni della madre. Una doppia ordinanza cautelare era scattata dopo l’arresto in flagranza il 21 aprile, e il Tribunale del Riesame aveva già respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dal precedente difensore.

La svolta è arrivata grazie a una perizia psichiatrica di parte che ha evidenziato una profonda incompatibilità dell’imputato con il regime carcerario, anche alla luce delle condizioni di Poggioreale. Il 46enne, infatti, è da anni in cura presso l’ASL Napoli per disturbi psicologici ed è seguito dal Serd. Il giudice ha quindi autorizzato il trasferimento in una struttura più idonea alla prosecuzione delle cure.

La misura alternativa sarà eseguita con l’obbligo del braccialetto elettronico presso l’abitazione della nuova compagna dell’uomo. Il processo – riunito in un unico procedimento su istanza dell’avvocato Viscusi e avviato il 13 ottobre con giudizio immediato – riprenderà nel mese di febbraio. La decisione della Nona Sezione rappresenta un significativo cambio di prospettiva sulla posizione dell’imputato, considerati anche i suoi numerosi precedenti e la recidiva infraquinquennale.