Rinviato ancora (per ora) l’abbattimento dello storico pino dell’Arenella, posto all’incrocio tra via Netti e via Naccherino. Ma è stata una mattinata di tensioni. Stamane era annunciato il taglio del Pinus Pinea, appartenente ad un condominio. La decisione di abbatterlo è giunta mesi fa, dopo perizia di un esperto, cui si sono rivolti i proprietari. Il documento attesterebbe una situazione di pericolo, derivante dallo stato dell’albero.
Contro la decisione, sin dall’inizio c’è l’opposizione degli ambientalisti. E anche oggi è andato in scena un presidio di protesta. Sul posto sono giunte le forze dell’ordine. I manifestanti sono stati identificati. Sta di fatto, che neanche stavolta si è proceduto al taglio. Operazione, tuttavia, eseguibile anche nei prossimi giorni. Il Comune di Napoli ha infatti rilasciato il nulla osta, e da tempo. “Alla fine – spiega l’ex consigliere comunale Carmine Attanasio – dopo circa sei ore di trattative l’abbattimento è stato momentaneamente scongiurato“. Ma il braccio di ferro continua. “Da mesi – ricorda Attanasio – stiamo cercando di opporci a questo abbattimento, chiedendo all’Amministrazione Comunale di adottare una sospensiva del nulla osta per consentire ai comitati cittadini e alle associazioni ambientaliste, con a capo Legambiente rappresentata da Anna Savarese, di poter produrre una controperizia a quella di parte dei privati”. Sinora, il Comune non ha però accolto le richieste degli ecologisti.
“Siamo riusciti per ora a non far abbattere oggi, ma era tutto pronto per l’abbattimento – racconta Savarese -. Quindi come cittadini siamo delusi, amareggiati, offesi, perché siamo stati attorniati da forze dell’ordine di tutti i tipi, carabinieri, polizia di Stato, polizia municipale, tutti a difesa dell’abbattimento”. L’esponente di Legambiente torna a lanciare il suo appello: “Fateci fare un’altra prova a nostre spese, perché quella non ci convince. Dateci solo questa possibilità”. Savarese non risparmia critiche alla politica: “Avremmo avuto bisogno del scudo dell’amministrazione comunale, mettendo insieme i diritti del privato e i diritti del pubblico doveva fare una mediazione”. Il pino dell’Arenella è una storia infinita: il finale è ancora da scrivere.




















