Al Vomero resta la tensione su gazebo e dehors, dopo l’operazione avviata il 5 dicembre dalla Polizia municipale di Napoli, su delega della Procura regionale della Corte dei conti. A riaccendere lo scontro basta un temporale notturno, come quello tra 23 e 24 dicembre. Sul caso torna il pizzaiolo Errico Porzio, mostrando sui social le foto degli arredi sottosopra. “Lo avevo già previsto in un intervista al Mattino di 15 giorni fa, nel periodo del tanto clamoroso sequestro dehor al Vomero – scrive l’imprenditore – . Ecco il risultato di vento e piogge. Non siamo mai stato abusivi ma vietare gli agganci rigidi è qualcosa di stupido oltre che evidentemente pericoloso per i passanti , per i residenti per i lavoratori. Regole certe e soprattutto sicurezza”.
Alzando il tono della polemica, Porzio chiede: “Ora chi dobbiamo ringraziare? Non vedo dirette, non vedo foto, non vedo segnalazioni. Come mai?”. A rispondergli è Ruben D’Agostino, artista attivista e autore della denuncia alla Procura contabile, agli atti dell’inchiesta. Bocciando le parole di Porzio, scrive in un post: “La normativa è chiara, solo ombrelloni e tavolini, e soprattutto senza strafare, cosa che a molti risulta difficile”. D’Agostino aggiunge: “Voglio ribadire un concetto molto semplice, gli ombrelloni vanno chiusi a fine attività, così da evitare situazioni del genere, c’entra ben poco “l’aggancio a terra. Inoltre voglio ricordare che la normativa prevede anche che le varie suppellettili siano ricoverate all’interno del locale a fine servizio”.
L’artista attivista parla di “semplici regole”, le quali “sembrano essere davvero di difficile comprensione a quanto pare”. Quindi parte l’invito a Porzio a contattarlo in privato. “Così da fissare un incontro – spiega D’Agostino -, e discutere confrontandosi a quattrocchi”.


















