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“Se esiste questa cosa io la farò murare subito, non ha senso” promette l’assessore Vincenzo Santagada. Sulla porta privata al Parco Minopoli, stamane conferenza stampa della rete sociale No Box – Diritto alla città. In attesa di verifiche del Comune di Napoli, restano diversi punti da chiarire. “Avevamo segnalato già due anni fa questa vicenda – afferma Franco Di Mauro – ora chiediamo che domani mattina l’assessore mandi gli operai a murare questa porta”. Il varco è annesso all’ex palazzina della Napoletanagas, adesso di proprietà privata. “L’agenzia immobiliare che sta vendendo un appartamento dell’immobile – aggiunge l’esponente dei No Box – pubblicizza l’accesso privato al parco pubblico, anche quando è chiuso, hanno tenuto a dire in una telefonata ad una cliente fittizia”.

E il progettista del Parco Minopoli, l’architetto Enzo Russo, rilancia le accuse sulla palazzina liberty. “Nel progetto originario, approvato dal consiglio comunale, e nell’appalto – spiega il professionista – era previsto che fosse destinata ad una serie di funzioni di carattere pubblico, di importante supporto al parco, per incrementarne le capacità di aggregazione”. Ovvero una mediateca, un cineforum e altri moduli di servizio. I finanziamenti erano disponibili, ma il Comune di Napoli non ha mai proceduto all’esproprio. Sull’edificio pendeva infatti un contenzioso tra terzi, di cui si attendeva la fine. Lo scontro legale è finito, ma l’esproprio non c’è stato più. Ora Russo invita a fare luce sulla mancata acquisizione al patrimonio pubblico, definita “un cortocircuito gravissimo”.

Ma sul Parco del Vomero si addensano i malumori di tanti ambientalisti. Di “progetto tradito” parla Ornella Capezzuto, consigliera del Wwf Napoli. “Qui – ricorda – dovevano esserci un’area agricola, le scuole a svolgere attività didattiche sull’agricoltura, con esperti e associazioni a guidare questo percorso. Tutto ciò non è avvenuto”. E il malessere si allarga all’intera gestione cittadina del verde. “Pur essendo state protagoniste di tante battaglie a difesa dell’ambiente – tuona Teresa Dandolo, presidente Fiab Napoli – oggi le associazioni sono messe nell’angolo dall’amministrazione comunale”.