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Nel centrosinistra sannita sono cominciate le manovre in vista delle Elezioni Provinciali del 28 Febbraio. L’indiscrezione circola da giorni: alle Provinciali potrebbe nascere una lista alternativa al Partito Democratico. Non un capriccio, ma una necessità politica.

Il campo largo, quello sbandierato a livello regionale, in provincia non sta in piedi. Troppi veti. Troppi rancori. Troppe ambizioni che si urtano.

Da un lato Clemente Mastella, che dopo il risultato alle Regionali non ha alcuna intenzione di sedersi a tavoli dove non comanda. Almeno sul piano locale. La leadership del centrosinistra nel Sannio, nella sua visione, non si negozia.

Dall’altro il Partito Democratico, storicamente su posizioni opposte a Mastella. Soprattutto per l’area che fa riferimento a Umberto Del Basso De Caro. Vecchie fratture mai sanate. E oggi più profonde.

In mezzo, ma solo in apparenza, gli altri pezzi della coalizione: Avanti-PSI, AVS, M5S e A Testa Alta, ma anche Casa Riformista e Azione. Sigle che stanno iniziando a contarsi. E a parlarsi sul serio. L’idea è chiara: costruire una lista autonoma, alternativa sia a Mastella che al PD.

Nessun nome sul tavolo, almeno dal primo incontro. La priorità è un’altra: intercettare amministratori locali che non si riconoscono né nell’uno né nell’altro schema. Il bacino c’è. E pesa.

A Benevento, ad esempio, si parlerebbe di almeno quattro consiglieri comunali pronti a sostenere l’operazione. Si tratterebbe del gruppo di Luigi Diego Perifano, che potrebbe anche esprimere una candidatura. Voti ponderati. Voti che contano. Altro che testimonianza.

La mossa, manco a dirlo, non piace a nessuno dei due poli. A Mastella, perché incrina l’idea di un centrosinistra a trazione unica. Al PD, perché con un’alternativa in campo la matematica diventa un nemico, e la riconferma di due consiglieri provinciali rischia di trasformarsi in una scalata.

Il centrosinistra sannita è davanti a un bivio. O ricompone, oppure si frammenta. E stavolta, la frattura rischia di lasciare segni profondi.