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Capua si trova ai margini di un’area troppo spesso associata alla cosiddetta Terra dei Fuochi, lungo il confine settentrionale della provincia di Caserta. Un territorio che negli anni è finito al centro di una narrazione negativa, segnata da emergenze ambientali e degrado. Eppure, proprio qui, da oltre trent’anni, cresce una realtà che dimostra come questa storia possa essere riscritta. È la cooperativa agricola Amico Bio, oggi considerata uno dei modelli più avanzati di agricoltura biologica e biodinamica in Campania.

Fondata all’inizio degli anni Novanta da un gruppo di agricoltori del territorio, Amico Bio nasce con un obiettivo preciso: unire le forze per valorizzare le produzioni locali attraverso pratiche rispettose della terra, delle stagioni e delle persone. Dopo circa dieci anni di agricoltura biologica, la cooperativa compie una scelta ancora più netta, convertendosi al metodo biodinamico e ottenendo nel 2005 la certificazione Demeter.

Oggi Amico Bio si estende su circa 200 ettari tra Giano Vetusto e Santa Maria Capua Vetere, in quella pianura che gli antichi Romani definivano Campania Felix per la fertilità dei suoli e il clima favorevole. Qui la cooperativa pratica un’agricoltura diversificata e stagionale: ortaggi invernali, frutta – agrumi, fragole, meloni – e insalate di quarta gamma, destinate in gran parte ai mercati del Centro-Nord Europa, dove il biodinamico è maggiormente riconosciuto.

Il modello seguito è quello dell’organismo agricolo vivente, cardine della biodinamica: suolo, piante, animali e persone sono parte di un unico equilibrio, capace di generare qualità alimentare e resilienza ambientale anche in un contesto territoriale complesso.

Fondamentale è il lavoro sulla biodiversità e sul ciclo chiuso. La presenza di allevamenti di bovini Marchigiani, l’attività di apicoltura e soprattutto l’allevamento del suino Nero Casertano consentono alla cooperativa di produrre internamente le risorse necessarie alla fertilizzazione dei campi. Il Nero Casertano, razza autoctona a lungo a rischio estinzione, è diventato uno dei simboli dell’impegno di Amico Bio nella tutela del patrimonio agricolo locale.

Amico Bio è anche una comunità. Oltre 160 lavoratori, circa 30 dei quali residenti all’interno della struttura, famiglie italiane e straniere, giovani coppie e nuclei familiari che condividono lavoro, spazi e valori. “La vera integrazione si basa sul rispetto reciproco e la biodinamica ci insegna a prenderci cura non solo della terra, ma anche delle persone”, spiega Enrico Amico, presidente della cooperativa.

Un principio che si traduce in un sistema educativo unico nel Mezzogiorno: centro di formazione agricola, fattorie didattiche, agriturismo e un agriasilo steineriano ispirato alla pedagogia Waldorf, affiancato da una piccola scuola elementare non parificata fino alla terza classe, che integra didattica e attività pratiche nei campi.

All’interno della cooperativa è presente anche un punto vendita NaturaSì, l’unico supermercato di questo tipo ospitato direttamente in una realtà agricola nel Sud Italia, rafforzando il legame diretto tra produttori e consumatori. Parallelamente, Amico Bio è impegnata nella divulgazione attraverso il Progetto BIODI, cofinanziato dall’Unione Europea, che promuove biologico e biodinamico in Italia e Germania.

In un territorio spesso raccontato solo attraverso ciò che non funziona, Amico Bio dimostra che trovarsi ai confini della Terra dei Fuochi non è un marchio indelebile, ma un punto di partenza. Un modello agricolo, sociale ed educativo che restituisce alla Campania una narrazione diversa: concreta, positiva e replicabile.