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I Presidenti della Pro Loco di Mercogliano Fiorentino Saveriano, dell’ Unpli di Avellino Giuseppe Silvestri e del Comitato Regionale Unpli Campania hanno inviato una missiva al presidente della Giunta Regionale della Campania Roberto Fico per sollecitare interventi urgenti e risolutivi per ripristinare la viabilità verso il Santuario di Montevergine:

“in rappresentanza del mondo del volontariato irpino e campano desideriamo unirci con forza all’appello di aiuto per Montevergine, ferita dalla frana che lo scorso 26 novembre ha interessato il versante del monte e ha isolato il Santuario di Mamma Schiavon. -L’evento ha provocato un grave cedimento del terreno e chiusura della strada provinciale SS370, lasciando presagire, fin dalle prime ore, che gli interventi da effettuare sarebbero stati imponenti e non realizzabili in poco tempo. E cosi è stato.

I tavoli tecnici tra istituzioni hanno sentenziato che sarà.possibile salire a Montevergine probabilmente in primavera e ľAbate di Montevergine, S.E. Padre Riccardo Luca Guariglia, ha annunciato con un comunicato la chiusura a tempo indeterminato del Santuario. Una doccia gelata per tutti, perché Montevergine non è solo una montagna Ẻ un luogo delľanima. Il Santuario rappresenta da secoli un faro difede per l’ Irpinia una delle e mete di turismo religioso e culturale Þiù importanti della Campania. È crocevia di devozione, folklore, cultura e e storia.

Il pellegrinaggio a Montevergine da S.Guglielmo, fondatore del Santuario e primo pellegrino, ha conservato intatto nei secoli il suo autentico significato e oggi inserito nell’Indice del Patrimonio e Immateriale della Campania. La ferita non tocca solo l’ Irpinia, ma tutta la Campania E non è azzardato dire tutto il mondo, visto che la devozione della Madonna di Montevergine è viva oltreoceano, soprattutto in Australia dove comunità di immigrati italiani celebrano annualmente una grande festa dedicata a Mamma Schiavona e elementi principali del turismo del ritorno che a Montevergine da decenni è vivo.

Se è stato doloroso vivere un Natale senza pellegrini, è altrettanto doloroso guardare alla Candelora è 2026 senza fermento di fede e tradizione popolare della juta dei femminielli, Il 2 febbraio, festività negli ultimi anni sotto molto sentita in tutta la regione riflettori nazionali per la sua unicità e l’attualità del messaggio universale di accoglienza e inclusione.

La frana ha aperto una ferita profonda nel sentimento collettivo delle comunità campane che in quel monte riconoscono identità, spiritualità e appartenenza, ma la chiusura del Santuario rappresenta anche una gravissima perdita in termini di crescita economica del territorio locale e limitrofo, perchè mette a dura prova le attività commerciali e di accoglienza che orbitano intorno ad esso, oggi con i cancelli chiusi senza una scadenza precisa. Come volontarie e volontari delle pro loco, ogni giorno impegnati nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale dei territorio, non possiamo restare in silenzio.

Sentiamo il dovere morale e civico di chiedere interventi urgenti, concreti e risolutivi per la messa in sicurezza del versante per il ripristino della viabilità e della vivacità spirituale, culturale e sociale che abita in quel luogo. Il volontariato è pronto a fare la propria parte, collaborare, a supportare le istituzioni nei limiti delle proprie competenze, ma è necessario un impegno straordinario da parte di chi ha responsabilità decisionali e strumenti operativi.
Chiediamo che per Montevergine si faccia presto, che cuore di questa terra torni a battere. Montevergine è terra di tuti noi, non lasciamola sola”.