Tempo di lettura: 2 minuti

Nella storia della piccola Alessandra, morta nel dicembre 2024 a Tufino in casa degli zii (arrestati per omicidio aggravato), non emergono solo violenze e abbandono, come ricostruito dall’inchiesta, ma anche una complessa vicenda giudiziaria di fronte al tribunale dei Minori, provocata dalla rottura della relazione tra il padre e la madre naturali, che se ne contendevano la custodia in un quadro socialmente complesso, con conseguente apertura di un procedimento per l’accertamento delle capacità di cura. Non c’era stata, come invece reso noto in precedenza, la sospensione della potestà genitoriale nei confronti dei due.
Alessandra nasce nel 2020, ma dopo un paio d’anni di convivenza i genitori, non sposati, si separano. La bimba inizialmente resta a vivere con la madre, che in un quadro di crescente conflittualità consente al padre, dopo l’intervento di un legale, incontri settimanali con la figlia: durante uno di questi, il giovane decide di tenerla con sé e la sua nuova compagna. Ne nasce un procedimento davanti al tribunale dei Minori di Napoli, che nel 2023 dispone “un percorso di valutazione e potenziamento delle capacità genitoriali” dopo aver preso atto della loro “condotta pregiudizievole” verso la minore, per la quale viene nominato anche un curatore speciale. Mentre l’iter giudiziario è in corso, il papà di Alessandra decide di lasciare la piccola a casa di un cugino residente a Tufino: è l’estate del 2024, a tutela di Alessandra viene disposta nel mese di settembre una verifica dei servizi sociali che si conclude con esito positivo. Intanto la famiglia della madre della piccola – rappresentata dall’avvocato Benito Palmieri – continua a chiedere la custodia della piccola, con il possibile affido alla nonna materna che vive nel Beneventano e potrebbe assicurarle condizioni di vita stabili. La decisione definitiva del tribunale dei Minori era attesa per marzo del 2025, troppo tardi per Alessandra morta il 13 dicembre 2024 tra stenti e sofferenze.