Nell’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “F. Tedesco” si è svolta l’ottava edizione del Premio all’impegno quotidiano – Pasquale Campanello, promosso dal Coordinamento provinciale di Avellino di Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie – insieme al Presidio di Pratola Serra intitolato a Campanello.
La parola scelta per questa edizione è “quotidiano”. Una parola che non fa rumore, che non cerca visibilità, ma che abita i gesti ripetuti, le scelte coerenti, l’impegno silenzioso che non finisce sui manifesti. È lì che si costruisce la legalità: nelle azioni di ogni giorno.
Il premio ricorda Pasquale Campanello, ucciso in un pomeriggio di febbraio del 1993. Trentatré anni dopo, la richiesta resta immutata: verità e giustizia. La famiglia e la rete di Libera la rinnovano pubblicamente, trasformando la memoria in responsabilità collettiva.. Voci diverse si sono alternate sul palco, ma unite da un filo comune: legalità, memoria, responsabilità.
I riconoscimenti sono stati assegnati a Maria Antonietta Troncone, già Procuratore della Repubblica di Napoli Nord e oggi presidente di Agrorinasce; a Enrico Fontana, responsabile nazionale dell’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente; all’associazione Nui ra’ Ferrovia APS, impegnata nel quartiere Ferrovia con iniziative culturali e sociali; e allo stesso Istituto “F. Tedesco” di San Tommaso, per il lavoro educativo portato avanti con studenti e comunità. Durante la cerimonia sono state lette le motivazioni che hanno accompagnato ciascun premio.
Maria Antonietta Troncone ha riportato il senso del riconoscimento al perimetro del dovere: «Il mio è stato solo l’espletamento del dovere; ritengo che l’attività giudiziaria sia un servizio in favore dei cittadini e a tutela della legalità». Nessuna enfasi, ma la consapevolezza di un ruolo esercitato con rigore e responsabilità.
Per Troncone, la memoria è un esercizio quotidiano: «Il rafforzamento della legalità deve essere un impegno costante che dobbiamo alla cittadinanza. Gli esempi dati da eroi civili – perché tale possiamo qualificare Pasquale Campanello – devono restare vivi nella memoria di ciascuno. È bene che vengano sempre ricordati e che siano un monito per le future generazioni».
Un richiamo chiaro: la legalità non è un concetto astratto, ma una pratica continua. Un lavoro paziente, fatto di scelte, educazione e presenza. Proprio come suggerisce il titolo del premio, è nell’impegno quotidiano che si custodisce la memoria e si costruisce il futuro.
























