“Quanto dichiarato dal Sig. Luciano Farro nel corso della trasmissione ‘Cortina di Farro’ su Stile TV rappresenta un fatto di una gravità politica e istituzionale senza precedenti per la nostra città. Non siamo di fronte a un’opinione personale. Siamo di fronte all’amministratore di un’azienda speciale del Comune che interviene pubblicamente su uno degli atti più delicati e strategici per il futuro del territorio: il Piano Urbanistico Comunale. Parliamo dello strumento che determinerà assetti urbanistici, sviluppo economico, interessi pubblici e privati, prospettive delle imprese e delle famiglie per i prossimi decenni. Le affermazioni rese in trasmissione, con toni enfatici e con una narrazione da “Risorgimento”, configurano una vera e propria pressione politica su un procedimento amministrativo che deve restare blindato da ogni interferenza esterna. È gravissimo che un amministratore di un ente strumentale del Comune si pronunci pubblicamente sugli indirizzi del PUC, sulle scelte politiche del Sindaco, sugli equilibri di maggioranza e sulle dinamiche interne al Consiglio comunale. Un amministratore pubblico non può trasformarsi in sponsor mediatico di un progetto urbanistico. Non può legittimare o delegittimare posizioni consiliari attraverso una trasmissione televisiva. Non può evocare scenari rivoluzionari su uno strumento urbanistico che deve essere discusso esclusivamente nelle sedi istituzionali, con trasparenza, rigore tecnico e rispetto dei ruoli. Il Piano Urbanistico Comunale non è terreno di propaganda. È materia delicatissima, su cui negli ultimi vent’anni si sono consumate crisi amministrative e divisioni profonde. Proprio per questo occorre massimo equilibrio, non dichiarazioni televisive che rischiano di alterare il clima e condizionare il confronto democratico. Siamo di fronte a una deriva istituzionale evidente: un amministratore tecnico che assume un ruolo politico attivo, che interviene sugli equilibri numerici in Consiglio, che costruisce una narrazione salvifica attorno all’azione del Sindaco e che, di fatto, si colloca dentro lo scontro politico. Questo comportamento è incompatibile con il ruolo ricoperto. Per queste ragioni pretendiamo un intervento immediato e inequivocabile da parte del Sindaco di Capaccio Paestum. Chiediamo che il primo cittadino prenda ufficialmente le distanze dalle dichiarazioni rese, che vengano presentate scuse pubbliche alla città e al Consiglio comunale per l’invasione di campo istituzionale e che si proceda senza indugio alla revoca dell’incarico di amministratore dell’Azienda Speciale Paistom. Non esistono zone grigie: o si difende la neutralità degli enti pubblici o si accetta che vengano trasformati in strumenti di propaganda politica. Il silenzio, in questa vicenda, non sarebbe prudenza ma corresponsabilità politica. A tutela della nostra onorabilità e del ruolo che rappresentiamo, ci riserviamo inoltre di adire le sedi opportune affinché vengano valutate le responsabilità derivanti da tali gravi affermazioni. Noi continueremo a difendere con determinazione la dignità delle istituzioni di Capaccio Paestum, la correttezza dei procedimenti sul PUC e il diritto dei cittadini ad avere amministratori che rispettino rigorosamente i confini tra funzione pubblica e militanza politica”. Concludono i Consiglieri comunali di Capaccio Paestum: Angelo Quaglia, Antonio Agresti, Antonio Mastandrea, Gianmarco Scairati, Igor Ciliberti, Maria Rosaria Giuliano ed Eustachio Voza.
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Capaccio Paestum, i consiglieri comunali: “Gravissime interferenze sul PUC”
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