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Palla recuperata dal rinvio del portiere, servita nel corridoio e tocco leggero di punta con la sfera che finisce lentamente nell’angolino. Ci mette tre partite Lorenzo Insigne per chiudere il cerchio con la maglia del Pescara tornando a segnare dopo 14 anni in riva all’Adriatico. Il tutto con la fascia di capitano al braccio. Se non è romanticismo sportivo questo, allora non sappiamo come altro definirlo. Una gioia attesa oltre 5mila giorni, tanto è passato dalla vittoria del Pescara di Zeman sul Torino coi gol di Insigne e Immobile. E se proprio vogliamo dirla tutta, erano oltre 1300 giorni che lo scugnizzo non segnava in Italia dalla sfida al Maradona tra Napoli e Genoa.

C’è tutta una storia alle spalle di questa rete di Lorenzo il Magnifico, uno che ha lasciato Napoli dopo anni e anni per abbracciare un calcio diverso e al di là dell’Oceano con la maglia del Toronto nella MLS. Una neanche tanto segreta speranza di ritornare in Campania, a casa sua, l’aver aspettato tutto il mercato estivo che arrivasse quella chiamata da DeLa che non è mai arrivata, tanto da essersi lanciato in un “per il Napoli giocherei anche gratis“, ma lo squillo non è partito e intanto si è palesata la prospettiva di tornare a lavorare con Sarri alla Lazio. Sarebbe stato un ritorno in grande stile in Serie A col maestro col quale ha reso meglio. Ma niente, neanche da Lotito è partita la chiamata e alla Lazio sarebbe servito eccome viste le problematiche legate ai vari Isaksen e Cancellieri, oltre che al mercato bloccato.

Ma neanche questa opportunità si è realizzata e allora, alla soglia dei 35 anni, ecco che lo squillo giusto è arrivato da parte di quell’amore giovanile col quale hai vissuto tutte le esperienze più belle e con le quali ti sei perso di vista per tanti anni. E’ bastato leggere il prefisso per far risbocciare l’amore e rivestire la maglia a strisce del Delfino.

Pronto a rimettersi in gioco per cercare di vincere uno scudetto, quello della salvezza del Pescara. Un cammino in salita ma la vittoria in rimonta col Palermo è una bella spinta per una squadra che ha ritrovato un giocatore dalla classe pure e che ha ancora fame e ambizione.