A tre anni dalla morte della giovane Mariantonietta Cutillo, la vicenda giudiziaria legata alla tragedia del caricabatterie difettoso arriva a una svolta. La Procura ha disposto il rinvio a giudizio per sei persone coinvolte nella filiera commerciale del dispositivo ritenuto pericoloso.
L’udienza preliminare è stata fissata per il 18 giugno 2026 davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Avellino. Tra gli imputati figurano cinque soggetti – tre importatori di origine cinese e due imprenditori italiani – accusati di omicidio colposo in concorso, per aver immesso sul mercato prodotti non conformi agli standard di sicurezza e con marchi ritenuti ingannevoli.
Una posizione diversa riguarda il rivenditore al dettaglio, per il quale l’accusa è di frode in commercio.
La tragedia risale al 2023, quando la ragazza, appena sedicenne, perse la vita dopo essere rimasta folgorata mentre si trovava nella vasca da bagno. Secondo le indagini, la causa sarebbe riconducibile a un caricabatterie difettoso, non conforme alle normative europee, che avrebbe provocato la scarica elettrica fatale.
Gli accertamenti tecnici hanno evidenziato gravi carenze nei componenti interni del dispositivo, oltre all’assenza delle necessarie certificazioni di sicurezza, elementi che avrebbero potuto evitare l’incidente se rispettati.
Nel procedimento, la famiglia della vittima si prepara a costituirsi parte civile, mentre l’inchiesta punta a chiarire tutte le responsabilità lungo la catena di produzione e distribuzione del prodotto.





















