È stata rinviata al primo ottobre l’udienza preliminare per la morte di Maria Antonietta Cutillo, la sedicenne di Montefalcione deceduta nel maggio 2023 dopo essere rimasta folgorata nella vasca da bagno mentre utilizzava il telefono collegato al caricabatterie.
La vicenda giudiziaria vede coinvolte cinque persone, accusate a vario titolo di omicidio colposo, frode in commercio e vendita di prodotti industriali non conformi. Secondo la Procura di Avellino, al centro dell’inchiesta ci sarebbe un caricabatterie risultato non sicuro e privo dei requisiti necessari.
Le indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano, coordinate dalla Procura avellinese con il supporto del reparto specializzato nelle analisi informatiche e tecniche, avrebbero evidenziato un difetto in un componente interno del dispositivo. In particolare, gli accertamenti avrebbero individuato problemi legati al condensatore ceramico presente nel caricatore, ritenuto non conforme agli standard di sicurezza.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il prodotto sarebbe stato immesso sul mercato senza adeguate garanzie di sicurezza, con irregolarità riguardanti anche etichettatura, documentazione e dichiarazioni di conformità.
La morte della giovane aveva scosso profondamente la comunità di Montefalcione. Gli accertamenti successivi hanno concentrato l’attenzione proprio sul caricabatterie utilizzato in quel momento.
Ora sarà il giudice a valutare gli elementi raccolti dagli inquirenti e a decidere sul prosieguo del procedimento. I familiari della vittima, assistiti dal legale Fabio Tulimiero, hanno annunciato la costituzione come parte civile nel processo.




















