Il tempo, si dice, lenisce le ferite. Ma per la famiglia di Mariantonietta Cutillo, quel tempo sembra essersi fermato a tre anni fa, in quella “maledetta sera” che ha cambiato per sempre il corso delle esistenze di papà Giuseppe e mamma Rosa.
Oggi ricorre il terzo anniversario della scomparsa della giovane di Montefalcione, volata in cielo a soli 16 anni a causa di un tragico quanto assurdo incidente domestico.
Mariantonietta non era solo una studentessa brillante o una ragazza solare, era l’unico centro di gravità dei suoi genitori, Rosa Picariello e Giuseppe Cutillo, che da mille giorni convivono con un silenzio che urla più di mille parole.
In occasione di questo doloroso anniversario, mamma Rosa ha voluto affidare ai ricordi un messaggio intriso di amore e di una malinconia infinita, che restituisce l’immagine di un legame che nemmeno la morte ha potuto spezzare: “Sono passati 3 anni da quella maledetta sera e io mi addormento ogni sera sperando che al risveglio possa ritrovarti nel tuo letto… mancano tanto le nostre chiacchierate, i nostri abbracci, la nostra complicità… sei ciò che di più bello mi ha dato la vita ma poi tolto così all’improvviso… vivrai sempre al mio fianco mio dolce angelo dagli occhi blu, dandomi sempre tanta forza per andare avanti… perché ce ne vuole proprio tanta.”
Queste parole non sono solo uno sfogo, ma la fotografia di una quotidianità spezzata, fatta di stanze vuote e di sogni interrotti troppo presto.
Accanto a Rosa c’è papà Giuseppe. Insieme, i due genitori affrontano ogni giorno la sfida più difficile: sopravvivere alla propria figlia. La perdita di Mary, la loro unica figlia, ha lasciato una voragine che nessun gesto o parola può colmare.
Il dolore di Giuseppe e Rosa è diventato, nel tempo, un dolore collettivo per l’intera comunità di Montefalcione e dell’Irpinia, che si è stretta attorno a loro fin dal primo istante. La loro compostezza e la dignità con cui portano avanti il ricordo di Mariantonietta sono diventate un simbolo di amore assoluto.
Nonostante l’ingiustizia di una vita spezzata a sedici anni, l’eredità di Mariantonietta continua a vivere. Vive negli “occhi blu” che la madre evoca con tanto amore, vive nel ricordo dei suoi amici e in ogni iniziativa che cerca di onorare la sua memoria.
Oggi, a tre anni da quel tragico addio, non si celebra solo una perdita, ma si onora la presenza costante di un “angelo” che, nonostante l’assenza fisica, continua a guidare i passi di papà Giuseppe e mamma Rosa, infondendo loro quella forza necessaria per affrontare un mondo che, senza di lei, ha perso un po’ della sua luce.




















