“Ricominciare dal basso. Ricominciare dalla Terra. Ricominciare dalla dignità dei lavoratori”. Così inizia il manifesto per la Costituente Ecologica, promosso dalle Assise di Palazzo Marigliano. A redigerlo due costituzionalisti: Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto Costituzionale alla Federico II, Andrea Chiappetta, dottorando in Diritti Umani dell’ateneo napoletano. Ieri la prima riunione all’Istituto per gli studi filosofici. Ecologia, ma non solo. I temi principali: partecipatività effettiva, sostenibilità, no allo sfruttamento del capitale umano, al capitalismo estrattivo, alla speculazione edilizia e alla turistificazione. Primi aderenti: rete sociale No Box – Diritto alla città, comitato civico San Giovanni, Italia Nostra, Assise di Bagnoli, Nuove Rigenerazioni (Nurige), Compagni di viaggio Odv, rete No America’s Cup, comitato Monte Echia.
Il manifesto per la Costituente Ecologica è una piattaforma civica, in radicale alternativa ai modelli di governo imperanti. A partire da Napoli, dove sorge l’iniziativa. Con uno sguardo immediato su Bagnoli, ieri come oggi laboratorio del futuro della città. “In un tempo segnato dalla crisi climatica, dal collasso degli ecosistemi, dall’espulsione delle comunità dai propri territori e dallo svuotamento sistematico della democrazia partecipativa – recita il manifesto -, nasce l’urgenza di una Costituente Ecologica. Occorre ricominciare dal basso, ricominciare dalla terra, da un lavoro sicuro e dignitoso”. Subito un chiarimento: “La Costituente non è un organismo. Non è un’istituzione. È un processo collettivo, culturale, conflittuale e costruttivo, che si pone l’obiettivo di acquisire responsabilità e consapevolezze e ricomporre i legami tra ambiente, democrazia e giustizia sociale, contro ogni forma di decisionismo tecnocratico e di estrazione predatoria”. Una premessa: “La nostra epoca è dominata dalla retorica della partecipazione, ma le decisioni reali sono prese altrove, prima che le comunità possano conoscere, essere consapevoli e quindi esprimersi”. Gli esempi non mancano. “La Valutazione di Impatto Ambientale (Via), il governo del territorio, la pianificazione urbanistica, le grandi opere, gli investimenti pubblici e privati – accusa il manifesto – procedono in modo opaco, centralizzato e definitivo, lasciando alla cittadinanza solo lo spazio sterile della “presa d’atto” o di vuote liturgie”. Allora, la Costituente Ecologica si propone come “strumento permanente di centro di elaborazione e conflitto democratico per: reclamare la garanzia dei diritti e delle libertà fondamentali; il potere decisionale effettivo su tutte le trasformazioni del territorio; rovesciare la logica della consultazione tardiva con quella della co-progettazione vincolante; garantire che ogni progetto, nel pieno rispetto dei principi ecologici, sia sottoposto a scrutinio pubblico realmente preventivo, trasparente e anticipato”. Lo scopo: “Le comunità devono poter decidere la politica ambientale, energetica ed infrastrutturale dei propri territori”. La Costituente Ecologica afferma: il diritto alla città e ai territori e al paesaggio come bene comune; il ripristino degli equilibri ecologici compromessi da decenni di urbanizzazione selvaggia, consumo di suolo, inquinamento e privatizzazione; la difesa dei beni comuni ambientali (acqua, aria, suolo, coste, paesaggi, biodiversità) dalle logiche speculative e finanziarie. L’autodeterminazione delle comunità e la loro autogestione politica in termini di scelte ambientali.
“Ogni piano di rigenerazione urbana, ogni evento internazionale, ogni “grande opportunità” calata dall’alto, ogni progetto estrattivo in una logica mercantilistica – si sostiene -, è una occasione mancata se non parte da qui: dall’ascolto e dall’autodeterminazione dei viventi”. La crisi ecologica, d’altro canto, “è una crisi di democrazia, perché mette a nudo l’incapacità delle istituzioni di rappresentare l’interesse collettivo e di tutelare la vita in tutte le sue forme”. Anche le guerre in corso sono “il riflesso di attività predatorie di risorse naturali e costituiscono un utilizzo strumentale delle stesse”. In breve: “La democrazia formale è stata ridotta a ratifica delle scelte altrui, mentre i cittadini e i movimenti vengono esclusi o cooptati”. Ecco perché la Costituente Ecologica promuove “nuove forme nuove di rappresentanza diretta, orizzontale, assembleare; la creazione di reti autonome di controllo territoriale e di proposta, e di conflitto, anche giuridico, capaci di contrastare l’arbitrio delle grandi decisioni; un diritto alla partecipazione effettiva, informata e vincolante, da riconoscere a livello costituzionale”.
Tra le ambizioni, la Costituente Ecologica ha pure quella “di inteconnettere e responsabilizzare anche realtà diverse tra loro”. In pratica, si fonda su “un’alleanza trasversale tra chi lotta per la giustizia climatica e ambientale; la giustizia sociale e abitativa; la liberazione dai modelli di sviluppo estrattivi e coloniali; la cura dei territori, delle relazioni e dei saperi locali; la conservazione delle culture e delle identità”. Ma non si tratta solo “di difendere ciò che resta: si tratta di immaginare e costruire un altro mondo possibile, dove l’economia è al servizio della vita, e non il contrario”. Sta nascendo una rete di comitati, movimenti, assemblee, ricercatori, abitanti, studenti, lavoratori, professionisti, cittadini, soggetti interessati. “È un laboratorio permanente di controproposte e mobilitazioni – si aggiunge -, un luogo di convergenza tra chi non vuole più aspettare, e pretende una nuova architettura di potere dal basso”. In poche parole: “Non chiediamo riforme. Pretendiamo trasformazioni”. La Costituente Ecologica nasce “là dove l’ambiente viene devastato, la democrazia ignorata e la partecipazione tradita. Ma si espande ovunque vi sia una volontà collettiva di lottare per la dignità, la giustizia e la vita”. Perché “non c’è ecologia senza democrazia. Non c’è democrazia senza conflitto. Non c’è futuro senza Costituzione”. Per la “Terra, per la Pace, per i territori, per la dignità delle persone e per la giustizia ambientale e sociale”.




















