Fabio Cagnazzo, il colonnello dei carabinieri che era coinvolto nell’inchiesta per l’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo, è stato prosciolto. Venerdì pomeriggio il gup del Tribunale di Salerno ha chiuso l’udienza preliminare, mandando a processo l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi, l’imprenditore Giuseppe Cipriano e Giovanni Cafiero (che dovrà rispondere solo del traffico di stupefacenti). Sarà giudicato con rito abbreviato, invece, l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso.
Per Cagnazzo, il proscioglimento rappresenta la fine di un incubo. “Sono felicissima per lui, dopo una sofferenza indicibile abbiamo trovato una persona che ha letto le carte, preso atto di quello che c’era e di quello che non c’era”, ha detto l’avvocato Ilaria Criscuolo.
“Noi abbiamo battuto sulla circostanza che un fatto certo a carico di Cagnazzo non c’è mai stato. Anche le condotte che la Procura aveva tanto valorizzato a sostengo dell’accusa e che aveva identificato come depistaggio, non sono mai state un depistaggio. E non c’era alcun elemento che potesse collegare Fabio Cagnazzo all’omicidio e agli altri imputati”. Una decisione colta con amarezza dalla famiglia Vassallo. “Le sentenze bisogna rispettarle. Vengono rinviati a giudizio gli altri tre, mentre Cagnazzo resta fuori. Questo mi lascia un po’ perplesso ma accettiamo quella che è la decisione”, ha detto Massimo Vassallo, fratello di Angelo.
Affronterà, invece, il processo l’imprenditore Giuseppe Cipriano. “Continuerò a sostenere sempre che gli elementi che sono posti dalla Procura sono insufficienti, ribadisco che sarà un processo inutile che si chiuderà con una sentenza di assoluzione“, ha detto l’avvocato Giovanni Annunziata. “Faremo un processo con la serenità – aggiunge – di chi sa che negli atti d’indagine non c’è niente che ci inquieta. Ci sono attività ricostruite da un collaboratore di giustizia dichiarato inattendibile, non ci sono riscontri”.
Per Cagnazzo, il proscioglimento rappresenta la fine di un incubo. “Sono felicissima per lui, dopo una sofferenza indicibile abbiamo trovato una persona che ha letto le carte, preso atto di quello che c’era e di quello che non c’era”, ha detto l’avvocato Ilaria Criscuolo.
“Noi abbiamo battuto sulla circostanza che un fatto certo a carico di Cagnazzo non c’è mai stato. Anche le condotte che la Procura aveva tanto valorizzato a sostengo dell’accusa e che aveva identificato come depistaggio, non sono mai state un depistaggio. E non c’era alcun elemento che potesse collegare Fabio Cagnazzo all’omicidio e agli altri imputati”. Una decisione colta con amarezza dalla famiglia Vassallo. “Le sentenze bisogna rispettarle. Vengono rinviati a giudizio gli altri tre, mentre Cagnazzo resta fuori. Questo mi lascia un po’ perplesso ma accettiamo quella che è la decisione”, ha detto Massimo Vassallo, fratello di Angelo.
Affronterà, invece, il processo l’imprenditore Giuseppe Cipriano. “Continuerò a sostenere sempre che gli elementi che sono posti dalla Procura sono insufficienti, ribadisco che sarà un processo inutile che si chiuderà con una sentenza di assoluzione“, ha detto l’avvocato Giovanni Annunziata. “Faremo un processo con la serenità – aggiunge – di chi sa che negli atti d’indagine non c’è niente che ci inquieta. Ci sono attività ricostruite da un collaboratore di giustizia dichiarato inattendibile, non ci sono riscontri”.




















