Sulla memoria di Giuseppe Salvia, il Comune di Napoli promette di non restare più inerte. A partire dall’intitolazione di una strada. A dirlo è Claudio Salvia, funzionario della Prefettura di Napoli, figlio del vicedirettore del carcere di Poggiorale, ammazzato dalla camorra nel 1981. “Dopo anni di silenzio – spiega -, il Comune di Napoli si è attivato formalmente per avviare un percorso di memoria dedicato a mio padre”. L’annuncio segue la pubblica denuncia di Claudio Salvia sui social. Cinque giorni fa, proprio lui aveva lanciato uno sfogo, sottolineando l’assenza di ogni commemorazione. Adesso però si dice “contento del risultato”. E come sia andata, lo racconta lui stesso ad Anteprima24. “Il mio post è stato pubblicato verso le 11 di sera, la mattina dopo – svela – mi ha chiamato immediatamente l’assessore De Iesu. Ho incontrato lui e il sindaco, perché tra l’altro mi trovavo per caso in Comune, per un evento pubblico. Ho visto un dispiacere rispetto a quanto da loro definito un ‘blackout che non aveva motivazione’. Hanno detto che avrebbero rimediato subito, facendosi parte diligente nel rimediare a questi 45 anni di silenzio”.
Al figlio è stato comunicato “che è già in corso l’iter per l’intitolazione di una strada nei pressi del luogo dell’attentato”, cioè lo svincolo Arenella della Tangenziale. Lo scorso dicembre in consiglio comunale, il primo a formulare la proposta era stato Antonio Bassolino. “Inoltre – precisa Salvia -, l’Amministrazione, su diretto impulso del sindaco Manfredi, ha espresso la volontà di istituzionalizzarne il ricordo, rendendo il 14 aprile un momento ufficiale di memoria per tutta la città”. In quella data, 45 anni fa Giuseppe Salvia fu ucciso da un commando della Nco, su ordine del boss Raffaele Cutolo. Così la camorra eliminò un funzionario inflessibile. Un uomo mai prono di fronte a Cutolo, e alla sua volontà egemonica tra le mura del carcere. Un esempio per ieri, ma anzitutto per l’oggi. Ricordando però che “la memoria fine a se stessa è sterile“, avverte il figlio.
È un vademecum per le prossime celebrazioni. Quando la città di Napoli finalmente commemorerà Giuseppe Salvia, non dovrà essere un esercizio retorico. “Non vogliamo il ricordo esclusivo di Giuseppe Salvia – sottolinea Claudio -, ma deve essere una ricorrenza, strumentale per fornire ai giovani dei validi esempi. La memoria si deve trasformare in responsabilità”. Il senso di tutto, anche di una polemica, è racchiuso qui. “Non dobbiamo lasciarlo in un cassetto perché – si raccomanda il figlio – Giuseppe Salvia ha dimostrato che nonostante avesse avuto tentativi di corruzione, minacce di morte da Cutolo e dalla Brigate Rosse, ha avuto la forza e il coraggio di andare avanti. Quindi facciamo capire ai giovani che era una persona comune che ha dato un contributo, non bisogna essere eroi per contrastare le mafie“. Un messaggio “fondamentale”, ripete Claudio. Se ciò si comprende, anche l’amarezza può essere archiviata. Ora è infatti d’obbligo guardare avanti. “Ben vengano queste iniziative – specifica il figlio -, anche se tardive non mi interessa. purché ci si arrivi alla concretezza della finalità”. A Salvia, Manfredi ha anticipato la firma di un decreto per rendere il 14 aprile una giornata di memoria del Comune di Napoli. Sarà prevista la deposizione di una corona di fiori nella strada da intitolare all’integerrimo funzionario. Le linee di indirizzo sono già state trasmesse all’ufficio del cerimoniale.




















