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Case popolari del Comune di Napoli, è caos per la prossima stangata sui canoni. Di un incontro con l’assessore al Bilancio e al Patrimonio, Pierpaolo Baretta, parla una nota di Federinquilini. Il nodo sono gli aumenti sui fitti degli alloggi Erp, a seguito del nuovo regolamento della Regione, approvato l’anno scorso. “Come è noto – spiega il sindacato – la Giunta del Presidente De Luca, dal mese di gennaio del 2025, ha reso operativa l’applicazione, per tutti gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, il nuovo sistema di calcolo del canone di locazione”. La svolta di Palazzo Santa Lucia “ha prodotto aumenti significativi dei canoni di locazione”. Tuttavia, “dopo due manifestazioni indette dal solo Sindacato Sila Federinquilini – afferma la nota -, nel mese di luglio 2025 la Giunta De Luca decise di ridurre al 50% (almeno per i primi due anni) gli aumenti.

E adesso cosa succede al Comune di Napoli? Come comunica Federinquilini, l’ente municipale “a distanza di un anno e mezzo dall’entrata in vigore degli aumenti, ha comunicato, nel corso della riunione di essere in grado di applicare la normativa per tutto il patrimonio immobiliare comunale”. Stando alle stime, “avremo aumenti dei canoni fra l’41% e il 273% e pagamento degli arretrati fra € 200,00 e € 3000,00″. Ma il sindacato non ci sta. I maxi rialzi avverrebbero a fronte di “fabbricati e alloggi per i quali non si effettua alcuna manutenzione da oltre 20 anni”. E inoltre, “l’aumento dell’inflazione dovuta all’attuale crisi internazionale”. Sila Federinquilini sostiene anche che il Comune “non ha aggiornato i parametri degli alloggi (Come richiesto da un ordine del giorno approvato alla unanimità)”. L’odg “chiedeva di modificare parametri (zona di degrado e stato di manutenzione alloggi) per il calcolo del canone (vedi regolamento regionale 11/2019 – Tabella A) che non sono mai stati modificati dal 1978″. Secondo il sindacato, “aggiornando i parametri, automaticamente vi sarà una riduzione degli aumenti da renderli compatibili con l’attuale fatiscenza degli alloggi per i quali, è sempre bene ricordare, non vi è manutenzione da oltre 20 anni”. A Palazzo San Giacomo, si chiede perciò di rinviare gli aumenti fino all’approvazione di una delibera per cambiare i parametri. Se il Comune non sospenderà gli aumenti, Federinquilini avvierà “tutte le iniziative, anche giudiziarie per la salvaguardia degli interessi degli assegnatari e inquilini delle case popolari”.

Intanto, la situazione “sta generando forte preoccupazione tra migliaia di famiglie che vivono negli alloggi Erp del Comune di Napoli” sottolinea Giovanna Lo Giudice, consigliera della Municipalità 9. A questo si aggiunge “un ulteriore elemento di criticità – avverte -: molte famiglie, spesso inconsapevoli, non hanno presentato l’Isee e si vedranno applicare automaticamente il canone massimo, come se vivessero in immobili nuovi e adeguatamente mantenuti”. Il rischio, dice Lo Giudice, “è evidente: morosità involontaria, contenziosi, sfratti e tensioni sociali”. Gli importi possono essere “ancora più elevati per chi non ha potuto presentare l’Isee – riferisce la consigliera municipale -. Le tabelle ufficiali mostrano che oltre il 78% degli utenti senza Dichiarazione sostitutiva unica subirà incrementi superiori ai 1.200 euro annui, con conguagli che in alcuni casi superano i 5.000 euro”. Per queste ragioni, Lo Giudice rietiene indispensabili “decisioni chiare e immediate” del Comune. Oltre a quanto chiede Federinquilinni, si invoca “la possibilità di rateizzare gli arretrati, approvando il nuovo regolamento sulle morosità e utilizzando i fondi regionali disponibili”. Ma pure “accelerare le volture e le regolarizzazioni, anche riaprendo i termini”. La denuncia è quella di un’emergenza. “Napoli sta diventando una città di senza fissa dimora” dice la consigliera. “Bisognerebbe adottare misure efficaci – aggiunge – per l’assegnazione degli alloggi liberi, considerando che nel 2025 ne sono stati assegnati solo 12 sulla base della graduatoria 2022. Le famiglie non possono essere trattate come numeri: dietro ogni porta c’è una storia, una fragilità, un diritto”. Le scadenze corrono.