Le aree interne dentro l’agenda dello sviluppo regionale non come tema marginale, ma come leva strategica. Al MUSA, il Museo della Tecnica e del Lavoro in Agricoltura di Benevento, in occasione del Congresso regionale della UILA Campania, si è parlato del settore agricolo, equilibri territoriali, aumento dei costi a causa delle tensioni internazionali, lavoro e futuro.
Una scelta tutt’altro che casuale, voluta dal segretario regionale Emilio Saggese: “Non basta evocare l’entroterra nei programmi politici, bisogna investirci davvero. E il Sannio, insieme all’Irpinia, torna così a essere laboratorio di politiche e non semplice periferia” ha detto.
Intorno a questo asse si sono mossi gli interventi dei vertici sindacali. La segretaria generale UILA Enrica Mammucari ha spostato il focus su ciò che regge l’intero sistema agroalimentare: il lavoro, spesso invisibile. Non è solo una questione di produzione, ma di filiera umana: “Dietro il marchio ‘made in Italy’ ci sono decine di migliaia di stagionali, circa 70mila in Campania, e una componente straniera che ormai supera il 40%, a Salerno addirittura il 50. Senza stabilità, salari adeguati e competenze aggiornate, questa filiera rischia di indebolirsi” ha spiegato. “Dalla transizione ecologica all’intelligenza artificiale applicata alle produzioni, il comparto ha bisogno di nuove professionalità, senza perdere però il patrimonio di saperi manuali che lo caratterizza. In parallelo resta aperta la partita della legalità: lavoro irregolare e opacità contrattuali continuano a rappresentare una distorsione che incide sia sui diritti sia sulla qualità del mercato”.
Nel solco di questa analisi si inserisce l’intervento della segretaria UIL Vera Buonomo, che parla del congresso come snodo fondamentale: “Non solo bilancio di quanto fatto negli ultimi quattro anni, ma costruzione di una linea per il futuro, in un contesto produttivo in rapido cambiamento”.
Per il segretario regionale UIL Giovanni Sgambati, la questione è anche identitaria: qualità del lavoro e qualità dei prodotti sono due facce della stessa medaglia. E nelle aree interne questa relazione è ancora più evidente, così come lo è “la necessità di contrastare fenomeni come il lavoro sommerso e i ‘lavoratori fantasma’”.
A fare da cornice il MUSA, richiamato da Raffaele Del Vecchio, amministratore unico di Sannio Europa, come un luogo capace di tenere insieme memoria e innovazione: “E’ un posto unico in Campania, e siamo contenti di ospitare qui questo importante congresso. Un segnale importante per le aree interne”.




















