Tempo di lettura: 3 minuti
E’ continuata nella notte la caccia all’uomo a Ibiza per rintracciare il responsabile dell’accoltellamento mortale di un trentacinquenne italiano ucciso ieri pomeriggio a Patja d’en Bossa con una sola coltellata letale al torace. La Guardia Civil ha esteso le ricerche in tutta l’isola, diramando i controlli anche al porto e all’aeroporto, per bloccare eventuali tentativi di fuga. Mentre oggi sarà completato l’esame autoptico sul cadavere della vittima.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori sulla base delle testimonianze raccolte, il giovane sarebbe stato visto discutere poco prima dell’aggressione con due persone, descritte da alcuni testimoni come due uomini che parlavano “una lingua straniera”. L’aggressione è avvenuta intorno alle 17 in via Alzines, di fronte al bar El Campito, chiuso a quell’ora, sede dell’associazione di quartiere.
Subito dopo il ferimento, gli aggressori si sarebbero allontanati rapidamente, facendo perdere le tracce, probabilmente a bordo di un’auto.
A dare l’allarme è stata una donna che, dopo aver parcheggiato l’auto nei pressi di via Alzines, ha notato il giovane che si accasciava a terra, riverso in un lago di sangue. Inutili i tentativi di rianimazione dei sanitari giunti sul posto, il trentenne era già in arresto cardiaco a causa di una grave ferita al lato sinistro del torace.
In un primo momento gli inquirenti hanno ipotizzato una rapina, ma gli elementi raccolti indirizzerebbero ora le indagini verso un regolamento di conti. L’inchiesta, coordinata dalla Guardia Civile, non esclude comunque alcuna ipotesi.
L’omicidio è avvenuto in una zona turistica al confine tra i municipi di Ibiza e Sant Josep, dove i residenti non nascondono l’inquietudine: “Siamo preoccupati – raccontano alcuni abitanti al Diario de Ibiza – purtroppo siamo abituati ad avere problemi in estate, ma questo è troppo: un accoltellamento in pieno giorno fa paura”. 
 
AGGIORNAMENTO
 
L’italiano ucciso ieri con una coltellata letale a Ibiza è Franco Sessa, di 35 anni, di Pagani, in provincia di Salerno, secondo quanto hanno confermato all’ANSA fonti ufficiali.
La principale ipotesi investigativa alla quale lavorano gli inquirenti della guardia civile che coordinano l’inchiesta è che possa essere rimasto coinvolto in un regolamento di conti.
 
È sotto choc la comunità di Pagani, la città della provincia di Salerno dalla quale era partito Franco Sessa, il pizzaiolo di 35 anni morto dopo essere stato accoltellato nella zona turistica di Playa d’en Bossa, ad Ibiza. Qui il ragazzo si era trasferito per lavorare. In tanti lo ricordano, come lavoratore onesto, ragazzo dai modi buoni e tifoso della Paganese, la squadra della sua città. C’è chi lo ricorda come una persona partita per garantirsi un’occupazione più stabile e duratura, capace di permettergli di costruirsi un futuro. Chi ancora lo descrive allo stadio a seguire le imprese della compagine locale. Le notizie giunte dalla Spagna, non permettono per ora di ricostruire con esattezza quanto sia accaduto ieri pomeriggio, quando Sessa è stato raggiunto da una coltellata al torace risultata fatale. La comunità resta anche in attesa di conoscere le motivazioni alla base di una tragedia di cui nessuno riesce al momento a darsi una spiegazione.