Delusione, lucidità e un filo di amarezza. Davide Ballardini si presenta così nel post-gara di Empoli–Avellino, una sconfitta che complica sensibilmente il cammino dei biancoverdi verso i play-off. Una battuta d’arresto che costringe ora gli irpini a giocarsi tutto negli ultimi 90 minuti contro il Modena, con uno sguardo inevitabile anche agli altri campi.
L’analisi del tecnico è chiara e senza attenuanti. L’Empoli ha avuto qualcosa in più sotto tutti i punti di vista, soprattutto sul piano dell’intensità e della fisicità: “A fine stagione possono capitare partite come queste. Incontravamo una squadra con motivazioni straordinarie, con una rosa dal valore alto. Abbiamo sempre subito la loro fisicità, le loro giocate. Non abbiamo, da squadra, fatto quello che si voleva fare“.
Il nodo principale, secondo Ballardini, è stato nella gestione del gioco: “Non riuscivamo ad uscire palla a terra, ci siamo allungati e abbiamo favorito l’Empoli”. Una squadra, dunque, che non è riuscita ad esprimere la propria identità, finendo per adattarsi – e soffrire – quella degli avversari.
Nonostante il passo falso, il tecnico difende il percorso stagionale: “Non dipende solo da noi. L’Avellino ha fatto un campionato straordinario perché trovarsi in quella posizione di classifica, essere salvi con tre domeniche di fila, in un campionato difficilissimo è tanta roba”. Un richiamo alla realtà, che mette in evidenza quanto fatto finora, al di là del risultato negativo.
Lo sguardo è già rivolto al prossimo impegno, decisivo per le ambizioni finali: “Bisogna preparare bene la partita di venerdì per chiudere il campionato nella maniera che ci meritiamo. Poi valuteremo tutto”. Un messaggio che sa di ultima chiamata.
Tra gli episodi della gara, anche l’espulsione di Fontanarosa, su cui Ballardini mantiene una linea prudente ma decisa: “Non lo so perché non parlo mai a fine partita con la squadra. Vedremo cos’è successo, ma è sicuramente una stupidaggine”.
Infine, il riconoscimento ai meriti dell’avversario: “Gli altri sono stati più bravi. Avevano più voglia, rabbia, grinta, aggressività rispetto a noi”. E poi il pensiero ai tifosi, sempre presenti e calorosi: “Lungo la strada abbiamo trovato tante persone che ci hanno incitato. Ti commuovi perché ti senti ben voluto. Il dispiacere è non esser riusciti a fare una bella partita per questa gente” Una sconfitta che pesa, dunque, ma che non cancella quanto costruito. Adesso resta un ultimo atto, contro il Modena, per provare a tenere viva la speranza play-off.

















