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Il Consiglio di Stato ha confermato la chiusura delle fonderie Pisano di Salerno, spiegando che tra salute e livelli occupazionali va data la priorità alla salute dei cittadini.   Un’espressione che era già stata utilizzata pochi giorni fa a Salerno da presidente della regione Campania Roberto Fico e contro la quale si erano registrate le reazioni dei lavoratori delle fonderie che oggi in corteo hanno sfilato per le vie di Roma perché alle 17 era in programma un incontro presso il Mimit. Anche questa mattina presso la regione Campania si era svolto un confronto con i vertici delle fonderie Pisano che non aveva però trovato alcuna risposta, a partire dalla ricerca di un sito idoneo ad ospitare la delocalizzazione dello stabilimento produttivo. Era allora apparso a tutti chiaro che si aspettava l’imminente  decisione del Consiglio di Stato che è arrivata nel pomeriggio e  che di fatto sancisce la chiusura definitiva dello stabilimento contro il quale da 23 anni si battono i rappresentanti del comitato salute e vita. 

L’Associazione Salute e Vita ha espresso grande soddisfazione per la ordinanza emessa oggi dal Consiglio di Stato, che ha respinto la richiesta cautelare di sospensiva presentata dalle Fonderie Pisano.

Per la prima volta il Consiglio di Stato afferma con chiarezza che il diritto all’ambiente e alla salute prevale sul diritto al lavoro, riconoscendo uno squilibrio che si è protratto per decenni. Nella motivazione si evidenzia anche il ritardo con cui la proprietà Pisano non ha reso attuativo il piano di adeguamento, sottolineando l’inerzia colpevole delle fonderie negli ultimi vent’anni, per non essersi delocalizzate come previsto dal Piano Regolatore Generale del Comune di Salerno. Nel 2006, infatti, si era deciso che quell’area sarebbe diventata a destinazione urbana, residenziale e commerciale, ma loro hanno deliberatamente scelto di non andarsene.