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L’Avellino entra nella fase più delicata della propria estate. Salutato Davide Ballardini, la società biancoverde è chiamata ora a compiere la scelta che probabilmente indirizzerà l’intera prossima stagione: individuare il tecnico a cui affidare il nuovo progetto. Una decisione tutt’altro che semplice, soprattutto in un momento in cui il club vuole evitare passi falsi e costruire basi solide per il futuro immediato.

Negli uffici di Montefalcione sono giorni di confronti continui. Il direttore sportivo Mario Aiello sta portando avanti una serie di contatti serrati con diversi allenatori, tra telefonate, videocall e incontri riservati. Sul tavolo restano ancora numerosi profili, tutti differenti per esperienza, idee tattiche e richieste economiche. L’intenzione della dirigenza è quella di ridurre progressivamente il ventaglio delle opzioni prima del summit decisivo con il presidente Angelo Antonio D’Agostino.

Non filtra ancora un nome realmente in vantaggio sugli altri. La società, almeno per il momento, preferisce mantenere il massimo riserbo evitando fughe in avanti o indiscrezioni che possano alterare gli equilibri della trattativa. Una linea prudente ma comprensibile, anche perché la scelta dell’allenatore dovrà conciliarsi con diversi aspetti: sostenibilità economica, strategie di mercato e compatibilità con l’attuale organico.

Proprio la composizione della rosa rappresenta uno degli elementi centrali nelle valutazioni in corso. L’Avellino cerca infatti un allenatore capace di adattarsi a più soluzioni tattiche senza stravolgere completamente il gruppo costruito negli ultimi anni. Il confronto interno ruota soprattutto attorno ai due sistemi già utilizzati nella passata stagione: il 4-3-1-2 e il 3-5-2. Due interpretazioni differenti del calcio, che inevitabilmente inciderebbero anche sulle prossime operazioni in entrata e in uscita. La sensazione, però, è che l’attuale squadra sembri più predisposta a un assetto con la difesa a quattro. Un dettaglio non secondario che potrebbe orientare la scelta finale, soprattutto se si vorrà evitare una rivoluzione tecnica troppo profonda.

Intanto il calendario impone tempi relativamente stretti. Il nuovo allenatore dovrà essere operativo nel più breve tempo possibile per programmare ritiro, preparazione e mercato. Rivisondoli resta la destinazione più probabile per il precampionato, anche se non è stata definitivamente scartata l’opzione Trentino. Prima, però, servirà il tassello più importante: l’uomo a cui affidare la panchina biancoverde.

Avellino, il futuro passa dalla panchina: via al toto-allenatore