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Sopralluogo condito da sarcasmo equesta mattina davanti alla Dogana di Avellino per il candidato sindaco Gianluca Festa, che ha voluto replicare alle proposte avanzate dal campo largo e dal candidato Luca Cipriano sulla possibile realizzazione di un “ridotto” del Teatro Gesualdo all’interno della struttura di Piazza Amendola.

Festa ha definito “irrealizzabile” l’ipotesi avanzata dagli avversari politici, parlando di “ennesimo tentativo di buttare tutto in caciara” e accusando il campo largo di scarsa conoscenza della città.

“Ridotto mi sembra soltanto il programma del campo largo – ha dichiarato Festa – ridotta è la conoscenza della città. È addirittura inquietante solo ipotizzare che qui si possa realizzare un ridotto del Gesualdo. Come ho dimostrato plasticamente, ci sono appena 140 metri quadrati utilizzabili e, considerando anche le vie d’uscita, restano circa 70 metri quadrati effettivi. Per gli spettatori parliamo di 35-40 metri quadrati. Non è solo una fake news, è l’ennesimo tentativo di lanciare proposte senza alcun senso”.

L’ex sindaco ha poi insistito sul tema della competenza amministrativa: “Per amministrare servono capacità e conoscenza dei problemi e delle soluzioni. Qui vedo solo improvvisazione. Il candidato del campo largo continua a fuggire dal confronto perché non ha un programma da presentare. Continua a disseminare in città tranelli elettorali, ma la gente non ci cascherà”.

  • Nel suo intervento Festa ha elencato quelli che ha definito i “tranelli” del centrosinistra: dalla questione dei punti e parcheggi fino al tema degli eventi culturali e musicali.

Particolarmente duro il passaggio sul paragone con Genova e sulla valorizzazione politica della candidatura di Silvia Salis.

“Mi ha fatto sorridere ascoltare il campo largo magnificare la candidatura della Salis a Genova perché avrebbe organizzato un concerto con una famosa rapper internazionale spendendo 140mila euro e richiamando 20mila persone. Noi abbiamo organizzato il concerto di Geolier spendendo circa la metà e portando ad Avellino 30mila persone. Eppure qui veniamo attaccati per aver organizzato un evento straordinario. È il solito doppio pesismo”.

Festa ha poi chiarito la sua visione per la Dogana, escludendo eventi di grande portata ma puntando sulla valorizzazione culturale del bene monumentale.

“Penso sia abbastanza chiaro – ha spiegato – avendo qui 140 metri quadrati, due corridoi e un rooftop, non possiamo immaginare spettacoli o grandi rassegne. Si possono però organizzare eventi culturali e manifestazioni coerenti con la valorizzazione del bene. La Dogana va vista per quello che è: un monumento storico riqualificato, non uno spazio dove ognuno può spararla più grossa”.