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Si è aperto oggi davanti alla Corte di Assise di Benevento il processo a carico di Salvatore Ocone, accusato dell’omicidio della moglie Elisa Polcino e del figlio Cosimo Ocone, oltre che del tentato omicidio della figlia Antonia Ocone. Per l’uomo contestata anche l’accusa di sequestro di persona.

Con la prima udienza entra così nel vivo una vicenda che aveva sconvolto Paupisi e l’intero Sannio, segnando profondamente una comunità ancora oggi scossa dal ricordo di quella tragedia familiare. Nel corso dell’udienza sono state ufficializzate le costituzioni delle parti civili, mentre la difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Gianni Santoro, ha depositato le richieste istruttorie, allegando documentazione sanitaria e lista testi. La strategia difensiva appare già delineata e ruota attorno alle condizioni psichiatriche di Ocone. Nelle carte depositate si fa riferimento a una “psicosi cronica delirante a contenuto mistico”, elemento sul quale la difesa intende fondare la richiesta di accertamenti specialistici. La Corte ha infatti accolto l’istanza per una perizia psichiatrica forense finalizzata a verificare la capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento dei fatti, oltre alla sua idoneità a sostenere il processo. L’incarico sarà affidato al medico Vincenzo Scarallo. In aula era presente anche il figlio maggiore dell’imputato, Mario Ocone, assistito dall’avvocato Nicodemo Gentile. La prossima udienza è stata fissata per il 10 giugno, quando si procederà al conferimento formale dell’incarico peritale.

All’udienza hanno assistito anche gli studenti dell’Unisannio, presenti per seguire da vicino le fasi del dibattimento e approfondire il funzionamento del processo penale in Corte d’Assise.