L’uomo in più. Può un allenatore imprimere una svolta così netta nel rendimento, nella proposta calcistica, nell’autostima e nella convinzione nei propri mezzi in un gruppo che – appena tre mesi fa – sembrava destinato ad un finale di stagione anonimo? La risposta ha un nome e un cognome: Serse Cosmi.
La Salernitana ha definitivamente smesso i panni della donna bella ma trasandata per vestire l’abito dell’ospite di riguardo. La doppia sfida contro il Ravenna ha evidenziato la straordinaria capacità del tecnico umbro di rivitalizzare dalle fondamenta la squadra granata che, oggi, si presenta alla Final Four per la promozione in cadetteria con la consapevolezza di potersela giocare ad armi pari contro qualsiasi avversaria. Nella gara di ritorno al Benelli la Salernitana ha probabilmente disputato la migliore partita stagionale: sempre prima nei contrasti, cinica e spietata sulle seconde palle, rapidissima nelle ripartenze, capace di chiudere il match senza subire un tiro in porta. La squadra di Mandorlini e uscita annientata dal doppio confronto con i granata, così belli e spensierati da far sembrare semplice un confronto tutt’altro che scontato. Onore e rispetto per Cosmi, il vero valore aggiunto di questo gruppo che ormai non si pone limiti e crede sempre più nelle proprie potenzialità
Onore e rispetto e – se non bastasse il filotto di risultati inanellato nella post season – crediamo che anche altri particolari dovrebbero far riflettere su quanto sia stato affrettato il giudizio critico e irriverente riservato al trainer granata: in molti, quasi tutti in verità, credevano che la scelta di Cosmi potesse rivelarsi nefasta visto il lungo periodo di inattività dell’allenatore. L’ex Perugia, invece, ha scoperto respirando l’aria frizzante del golfo di Salerno che la sua idea di calcio e la sua proposta tecnico tattica hanno ancora molto da dire nel panorama calcistico nazionale. E tra i meriti indiscussi di Cosmi va sicuramente sottolineato lo straordinario lavoro di recupero dell’entusiasmo di una piazza che ora crede fermamente nelle potenzialità del gruppo e nella possibilità di aprire un nuovo ciclo a Salerno.
Come se non bastasse, poi, c’è un altro aspetto che balza all’occhio degli analisti: a Ravenna giocavano dieci undicesimi della squadra di inizio stagione. E questo la dice lunga su quanto tempo si sia perso nel prolungare l’agonia tecnica della prima parte del campionato. Ora nulla è precluso ma l’avversario che la Salernitana affronterà in semifinale non consente alcun calo di tensione ed errori di valutazione. Mercoledì allo stadio Arechi arriverà il Brescia, squadra che da mesi prepara i play-off dopo la straripante vittoria del Vicenza nel proprio girone.
I granata, però, potranno fare affidamento sul determinante fattore pubblico. Nella prima semifinale si preannunciano oltre 25.000 spettatori di fede salernitana ed anche al Rigamonti c’è da scommetterci che la squadra di Cosmi potrebbe giocare praticamente in casa. La favola continua, orchestrata magistralmente dal condottiero granata, inebriato dallo straordinario feeling tra la piazza ed il suo gruppo.
Il bello, insomma, deve ancora venire.
È una Salernitana bella e concreta: Serse Cosmi, l’uomo in più
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