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Nel giorno di Santa Rita, martire dei casi impossibili, la fede ha camminato spedita, quasi a passo doppio. La tradizionale e partecipatissima processione dedicata alla religiosa di Cascia, ha attraversato le strade della città in un clima di grande devozione popolare, richiamando centinaia di fedeli, famiglie, anziani e giovani accomunati dalla volontà di rendere omaggio alla santa delle cause impossibili.

Un appuntamento sentito, che ogni anno rappresenta uno dei momenti religiosi più attesi del calendario cittadino, ma che stavolta ha avuto un andamento decisamente insolito. Il corteo religioso, infatti, è partito in anticipo rispetto al consueto orario (anche quello indicato nelle locandine 18:30 ndr) e si è concluso in tempi molto più rapidi del previsto. Una scelta organizzativa dettata da esigenze ben precise: evitare sovrapposizioni con i comizi elettorali in programma in serata, nel pieno della campagna per le amministrative.

Tra i presenti alla processione anche due protagonisti della corsa a Palazzo di Città, i candidati sindaci Laura Nargi e Gianluca Festa, che hanno preso parte al momento religioso insieme ai fedeli, come in verità hanno fatto ogni anno, 

Ma al di là delle presenze politiche, a colpire è stato soprattutto il ritmo insolito della processione. Nessuna lunga sosta, percorso snellito e tempi contingentati: il corteo guidato da Don Antonio Dente che ha fatto le veci del Vescovo Aiello ( per il Comune di Avellino il vice commissario De Felice ndr)  ha attraversato il centro cittadino con rapidità quasi inconsueta per una celebrazione tradizionalmente molto partecipata e scandita da momenti lenti e solenni. La sensazione, condivisa da molti presenti, è che la tabella di marcia abbia inevitabilmente risentito della concomitanza con gli appuntamenti elettorali della serata.

Una circostanza che non ha comunque scalfito la partecipazione dei fedeli. Tra rose rosse, piedi scaldi e fuochi d’artificio,Le strade di Avellino si sono riempite di volti, preghiere e devozione, nel segno di una tradizione che continua a mantenere forte il proprio richiamo popolare, anche quando fede e campagna elettorale finiscono, inevitabilmente, per incrociarsi.


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