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Si allungano ulteriormente i tempi dell’inchiesta sul presunto “Sistema Caprio”. Il Tribunale del Riesame di Napoli, chiamato a pronunciarsi sull’appello della Procura di Santa Maria Capua Vetere contro il rigetto delle misure cautelari richieste per 32 indagati, ha disposto il rinvio del procedimento a causa di un vizio procedurale legato alla mancata notifica ad alcuni difensori.

L’udienza è stata quindi aggiornata al 16 settembre 2026, data nella quale è prevista la requisitoria della pubblico ministero Maria Capone sui motivi dell’appello presentato dalla Procura. Qualora i tempi lo consentissero, potrebbero iniziare anche le prime discussioni delle difese.

Una seconda udienza è già stata fissata per il 14 ottobre 2026 e sarà dedicata alle arringhe dei difensori degli indagati. Non è escluso, tuttavia, che il Collegio possa riservarsi la decisione in camera di consiglio, rendendo necessaria una terza udienza che potrebbe slittare addirittura a novembre.

Uno scenario che rischia di allungare sensibilmente i tempi della procedura cautelare. La pronuncia sulle misure richieste dalla Procura potrebbe infatti arrivare soltanto tra cinque o sei mesi, rinviando ancora la parola definitiva su una delle più importanti inchieste sugli appalti pubblici degli ultimi anni tra Casertano e Sannio.